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«Un profumo da donna a partire dal profumo di donna»: la storia di Chanel N.5, tra le fragranze più famose e vendute al mondo, è raccontata in una mostra che è inaugurata domenica al Palais de Tokyo di Parigi, dopo aver fatto tappa a Mosca, Shanghai e Pechino.

Dal contesto storico – la storia d’amore tra Coco e Arthur Capel e le avanguardie artistiche del tempo – alla sua creazione nel 1921, fino alla nascita del mito, tra pubblicità culto e testimonial d’eccezione da Marilyn Monroe (indimenticabile la sua battuta quando parlando di seduzione con i giornalisti rivelò che la notte indossava solo qualche goccia di Chanel N.5) a Brad Pitt, primo volto maschile associato a una fragranza femminile.

In mostra fino al 5 giugno oltre 200 oggetti, racchiusi in teche di vetro secondo una scenografia minimalista, tra dipinti, foto, libri, filmati, documenti d’archivio e oggetti da collezione come il primo flaconcino di Chanel N.5, la prima brochure del prodotto e la prima stampa pubblicitaria con testimonial Coco Chanel. Ma anche opere di Picasso, Picabia, Man Ray, Cocteau, Stravinsky, che riflettono le sua passione per l’arte e l’amicizia con pittori, musicisti, poeti, intellettuali del tempo, fonte d’ispirazione per le sue creazioni.

«L’esposizione che s’intitola ‘N.5 Culture Chanel’ – spiega il curatore, Jean-Louis Froment – vuole analizzare i legami stretti tra il profumo con la sua epoca e con le correnti di avanguardia che l’hanno attraversata. Oltre alle molteplici ispirazioni che hanno nutrito l’universo e l’immaginario di Mademoiselle Chanel».

La storia di Chanel N.5 comincia nel 1920, quando Coco Chanel, pseudonimo di Gabrielle Bonheur Chanel, la sarta-stilista che ha rivoluzionato la moda introducendo nel guardaroba femminile i pantaloni, entra in contatto con il profumiere degli zar, il francese Ernest Beaux, e gli affida una missione: creare «un profumo da donna a partire dal profumo di donna», che diventerà il profumo emblematico della maison Chanel. Una miscela di essenze naturali e sintetiche, basata sull’essenza non di un unico fiore come i tradizionali profumi femminili dell’epoca, ma su un bouquet di ben 80 essenze, in particolare gelsomino, rosa e sandalo. Emblematico anche il nome: il numero 5, quello preferito di Gabrielle che era superstiziosa (sulla sua scrivania teneva sempre un tarocco) e che rimanda anche alla «quinta essenza» al ‘quinto elemento». Quindi il flaconcino, molto maschile (richiama un fiaschetto di whisky), dalle linee pulite ed essenziali, con l’emblematica doppia C e l’etichetta da laboratorio, e infine la confezione bianca profilata di nero.

«Nato dallo spirito del momento, dalle aspirazioni di una donna e da quelle di un’epoca intera, questo profumo rivela l’approccio creativo, visionario e unico di Chanel – osserva il curatore -. L’effetto culturale che accompagna N.5 e l’aurea singolare che lo circonda offrono a questo profumo l’immortalità».