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A qualche giorno dalle celebrazioni della Festa di San Nicola, il miracolo delle tre ragazze viene riproposto con una rappresentazione del tutto nuova e inedita, firmata dal 39enne barese Dario Dellino. Si tratta di una riscrittura intitolata “Le tre fanciulle”. La storia è attualizzata e si è scelto di far convivere tutti i personaggi nello stesso stabile in Bari vecchia. Il vedovo con le tre figlie al secondo piano, un bordello al primo piano, e a piano terra una lavandaia che lavora principalmente con quelli del primo piano. Le ragazze, cadute in miseria, andranno a lavorare per la lavandaia intensificando i rapporti con quelli del primo piano. Un vecchio appare ogni tanto per consolarle e aiutarle a portare su i grossi cesti di biancheria da stirare. Un giorno qualcuno ruba la roba stesa ad asciugare alla lavandaia. Margherita, una delle tre fanciulle, non può sposarsi perché per tirare avanti si son venduti il corredo che il padre, il miglior sarto della città, stava cucendo. Ormai disperate stanno per cedere alle offerte della tenutaria del bordello quando trovano un cesto (portato dal vecchio? rubato da lui? un miracolo?) di raffinati tessuti. Con questo ci fanno un corredo e Margherita si sposa con un ricco signore che aiuterà tutta la famiglia. Quello che è un piccolo gesto, a volte può assumere il valore di un miracolo. L’apprezzatissima opera ha già trovato spazio all’interno della Basilica di San Nicola a Bari, nel Museo Diocesano e nella Galleria Adriatica.

"LeNei prossimi giorni in occasione della festa del Santo Patrono di Bari, potrebbe essere esposta nella galleria commerciale di due noti Centri Commerciali baresi..
Dario Dellino saggista e scrittore ha pubblicato numerose fiabe, raccolte di racconti ed è nato e vissuto prevalentemente a Bari, pur essendo stato impegnato in diversi periodi della sua vita all’estero.Molti dei suoi scritti sono usciti su quotidiani e settimanali oltre che su diversi siti internet. Laureato in lettere con 110 e lode non ama parlare troppo di se, anzi ci dice “che è ancor più difficile parlare delle proprie opere, dovrebbero essere loro a farlo”
Lui artista, creativo, letterato, scrittore e pubblicista, chiarisce che “ognuno di noi è un esperimento sempre nuovo nel laboratorio di Dio. Ci sono i ricordi e gli elenchi delle cose fatte, è vero e, queste ci aiutano a fissare dei punti. Uniti questi punti, come si fa con la settimana enigmistica in mano, è probabile che alla fine ne venga fuori una faccia. Per fortuna ci sono questi elenchi di cose fatte, ormai magari se ne ricorda solo il nome e la definizione, ma è un buon punto di partenza. Nella sua vita , pur essendo giovane Dellino si dimostra dinamico e intraprendente avendo già un escursus di tutto rispetto : è pubblicista,ha fatto il cameriere e ancora dialoghista per una soap, bracciante, aiuto cuoco, dottore di ricerca, salumiere, autista, assistente alla regia, infermiere, consulente letterario, imbianchino, rappresentante di stampe d’arte, studente, bibliotecario, produttore di cartoni animati, nipote, correttore di bozze, venditore di inserti pubblicitari, innamorato, partecipatore di concorsi, figlio per sempre.”
Non c’è dubbio un uomo poliedrico dai mille risvolta, ma di sicuro un serio professionista del quale sentiremo molto parlare.