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In città come in spiaggia: la moda maschile per l’estate vede tra le tendenze forti colori e comodità prese in prestito dal surf, mentre per i più classici tra tradizione sartoriale rivisitata e restyling di capi celebri si impone il piumino ultralight, non più di 100 grammi di peso. L’estate 2013 prevede per l’uomo una grande invasione del mondo del surf, che contagia non soltanto il beachwear, ma anche tutto l’abbigliamento casual. Spiagge californiane, temi esotici, pesci e fiori hawaiani diventano protagonisti su T-shirts, camicie, bermuda, giacche e piumini. Una rivoluzione che abbraccia anche i lavaggi, che ora propongono capi che sembrano dimenticati sulla spiaggia, consumati dalla salsedine. Due le soluzioni per l’uomo contemporaneo: stampe a vista oppure fodere che rimandano al tema. Per gli audaci, oltre ai classici costumi (Roy Roger’s, Sundek), ci sono camicie e pantaloni con fantasie di pesci e fiori (Eton, Blauer), giacche e piumini a fantasia floreale (BPD). Per i più discreti, che però nascondono un’anima avventuriera, il mondo del surf fa capolino nelle fodere delle giacche (Paoloni) e nei pantaloni double face: da un lato stampa floreale, dall’altro tinta unita (PT01 Pantaloni Torino). Nel guardaroba estivo fa il suo ingresso il piumino ultra leggero, dal peso inferiore ai 100 grammi. Herno ha lanciato la linea Dye Tech, in cui ogni pezzo pesa solo 80 grammi, mentre BPD ha creato un modello che si ripiega ad entra in una tasca. Stessa idea anche per Canadiens,che ha creato modelli iperleggeri e di minimo ingombro. Il trapuntino per la bella stagione prevede anche varianti della classica giacca imbottita: all’esterno tessuto trasparente, all’interno piuma d’oca colorata (Add). Il sartoriale non passa mai di moda, ma ora le aziende puntano sulla tradizione rivisitata: lavorazioni particolari, lavaggi, toppe e mix di tessuti che rendono i capi volutamente imperfetti. Tornano le toppe sulle giacche (Ivy Oxford Sportswear), le piccole imperfezioni e l’effetto vissuto (Lubiam). Il «naturalmente imperfetto» diventa una qualità, significa che il capo è fatto a mano al telaio (Lardini). L’effetto consumato vale anche per i pantaloni, ora ispirati alle tenute da lavoro (Ben Sherman). Tornano in auge i pezzi celebri del passato: giacche indossate da celebrità e divi di Hollywood, pezzi usati per missioni militari o visti nei film cult. Il restyling parte dagli accessori: tornano gli Zabattigli, le scarpe di corda capresi indossate dall’Avvocato Agnelli, e i mocassini visti nei film Caccia al ladro e Lawrence d’Arabia, reinterpretati da Max Kibardin per Bruno Magli. Il Grande Gatsby ispira invece una linea di borse e trolley (Mark Giusti). Poi i capispalla: Baracuta ripropone le giacche indossate da Elvis Presley, James Dean e Steve McQueen, mentre Woolrich ha ideato la Satchel Vest, un gilet mutlitasche come quello usato dai reporter di guerra; l’ispirazione viene da figure come Hunter Thompson, Tom Wolfe e Oriana Fallaci. Il brand W-D Man scomoda perfino Ernest Hemingway e gli dedica una linea di sei giacche sartoriali, mentre Historic guarda ai cercatori d’oro per la nuova rielaborazione della sahariana.