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"L’anima
Il rischio di cedere alla retorica era molto alto, ma l’uso sapiente quasi avaro del linguaggio e il prevalere delle immagini di una campagna e di una terra serena hanno contribuito a far sì che il lungometraggio L’anima attesa di Edoardo Winspeare rendesse omaggio a don Tonino Bello. Il filmato, realizzato da Winspeare e Carlo Bruni e prodotto da Pax Christi e Mosaico di Pace a venti anni dalla morte del vescovo di Molfetta, è stato presentato ieri in anteprima nell’ambito del Bif&st, il Bari international film festival in programma fino al 23 marzo.

Il film – hanno sottolineato gli autori – non vuole raccontare il percorso di vita di don Tonino ma piuttosto il messaggio che ci ha lasciato. Winspeare e Bruni, immaginando il viaggio di un uomo d’affari, in piena crisi economica, da Molfetta al Salento, hanno voluto parlare di due temi cari a Don Tonino: il primo è l’economia basata – diceva il vescovo salentino – su un modello economico ingiusto e fuori controllo che produce dipendenza, fame, miseria nei Sud del mondo". Il secondo è la politica: "perchè nasca un nuovo ordine di giustizia e di pace, dobbiamo accendere con quella della pieta" la lampada della politica, intesa come maniera esigente di vivere l’impegno umano e cristiano al servizio degli altri". In questo viaggio, che è soprattutto un viaggio interiore alla scoperta di sè, il protagonista del film è accompagnato da un fanciullo, che compare a tratti suonando la fisarmonica, un’immagine serena che riesce a ridargli tranquillita" e speranza. E il film si chiude con l’immagine di Don Tonino, già sofferente, che si augura e augura a tutti che la chiesa non abbia più paura di aiutare chi ha bisogno: "Non state alla finestra ad applaudire i protagonisti del corteo che sfila sotto casa vostra, sporcatevi le mani".

Il film è stato realizzato con il contributo di numerosi sponsor e i sostenitori di Adotta un fotogramma per don Tonino, la campagna secondo cui ciascuno ha potuto contribuire alla realizzazione dell’opera secondo le proprie possibilità. Il mediometraggio è interpretato, tra gli altri, dallo stesso Bruni e da Nunzia Antonino.

Foto di Vito Signorile