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"Milano
La Milano Fashion Week si prepara a partire, dal 20 al 26 febbraio, con un totale di 127 collezioni. La città si accenderà per presentare le creazioni Autunno/Inverno 2013-2014 per la donna, con 71 sfilate di cui sette doppie (Gucci, Versace, Jil Sander, Emilio Pucci, Marni, Emporio Armani, Giorgio Armani) e tre al debutto milanese(Andrea Incontri, Wang Peiyi e i quattro vincitori di Next Generation), 50 presentazioni (con le novità di Elena Ghisellini, Fatima Val, Fausto Puglisi, Jet Set, Julia Dalakian , Marta Ferri)e 10 presentazioni su appuntamento. La congiuntura economica non ha aiutato la moda nell’ultimo anno, con un calo del fatturato del 5,4% rispetto al 2011, come mostrano i dati ISTAT presentati oggi dalla Camera della Moda. Inoltre «non c’è stato un solo partito in questo periodo che abbia parlato del settore manifatturiero» ha detto il presidente della Camera della Moda Mario Boselli a margine della conferenza stampa di presentazione. «Per il prossimo anno -ha aggiunto- dobbiamo aspettarci ancora un primo semestre non brillante, e poi da settembre una ripresa, che stiamo già constatando dal diverso atteggiamento dei buyer in seguito alla Fashion Week maschile». Ma se Boselli fa buone previsioni, il clima che si respira non è del tutto rilassato. A chi chiede come mai manchino nomi forti, soprattutto dall’estero, la risposta corale dell’assessore alla Cultura Moda e Design di Milano Stefano Boeri e di Boselli è che non ci sono risorse. Le giovani promesse, però, non mancheranno. I designer emergenti Francesca Liberatore e Mauro Gasperi sfileranno il 26 febbraio in occasione di N.U.De.- New Upcoming Designers, al Castello Sforzesco. Subito dopo e sulla stessa passerella, sarà la volta della VII edizione di Next Generation, il concorso rivolto agli under 30 che premierà tre stranieri, Ryuya Ohishi dal Giappone, Lucia Jiyoun Jang dalla Corea e Miguel Garcia Abad dalla Spagna, e l’italiana Isabella Zoboli. Quest’anno la stesura del denso calendario, tra presentazioni, conferenze stampa e sfilate, ha causato non poche tensioni, tanto da far accalorare il presidente della Camera della Moda, che durante la conferenza stampa di oggi ha avuto uno scambio di battute con la designer Luisa Beccaria: «Gli stilisti non remino contro la Fashion Week– ha detto il cavaliere- chiedendo cambiamenti di orari all’ultimo momento. Gli italiani prendano esempio dai francesi». «Non sempre la sregolatezza arriva da noi -ha replicato la stilista- ma dalla Camera della Moda, che con cambi di orari repentini mette in difficoltà noi maison, che finiamo per farci la guerra l’una contro l’altra». Messe da parte le tensioni, il messaggio che arriva forte e chiaro è che Milano deve fare sistema e puntare sulla cultura per competere con le altre capitali della moda. In quest’ottica, l’architetto Boeri ha lanciato un appello a tutti gli attori del settore per sostenere la nascita del primo nucleo di un Museo della Moda, un progetto del Comune che parte dall’esposizione presso la Fabbrica del Vapore dell’archivio di Anna Piaggi, la giornalista di moda scomparsa nell’agosto scorso.