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Correva l’anno 1947, il trombettista cubano Mario Bauza aveva già introdotto la musica latina negli stati uniti, e fu lui a fare incontrare il trombettista statunitense Dizzy Gillespie e il percussionista cubano Chano Pozo. Da quell’incontro nacque una grande amicizia, ma anche, e soprattutto, un genere musicale che avrebbe affascinato tutto il mondo, per il suo ritmo trascinante: l’Afro-Cuban Jazz. Gillespie si fece inspirare dagli Afro Cubans di Machito (formati nel 1940) e fondatori del Cu-Bop. Dizzy li stimava a tal punto da invitare nel ’75 il figlio di Machito, Mario Grillo (Machito Jr) a entrare nella sua band per la registrazione di ‘Afro-Cuban Jazz Moods’.

John Lee, per lungo tempo bassista per Gillespie, in tributo a lui, ha messo insieme una formazione di musicisti incredibili, primo fra tutti proprio Machito Jr alle percussioni. Sul palco del Blue Note di Milano, si sono esibiti proprio loro, The Dizzy Gillespie Afro Cuban Experience.

Il Jazz si impone coi fiati. Due figure contrapposte per aspetto e musicalità, ma al tempo stesso in perfetta sintonia: Freddie Hendrix alla tromba e flicorno, ha un approccio più intimo e ricercato con lo strumento, Sharel Cassity al sassofono invece fa della musica improvvisata il suo punto di forza, tirando fuori una creatività e una grinta che non ti aspetti da una donna al sax.

Il calore afro cubano invece esplode nella sezione ritmica composta dall’energico Robby Ameen alla batteria e il leggendario Machito Jr alle percussioni. Il basso del grande John Lee si svincola fra ritmica e melodia, fungendo da fulcro orchestratore della band.

Le melodie cubane intrise di nostalgia e la raffinatezza, prendono invece voce nella chitarra dell’ israeliano Yotam Silberstein, con uno stile improvvisato molto intenso.

Appuntamento da non perdere al Blue Note di Milano, da questa sera e fino a sabato, uno dei più grandi batteristi al mondo, il maestro della jazz-fusion: Billy Cobham.

Foto di Mariagrazia Giove, riproduzione non consentita.

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