Tempo di lettura: 2 minuti

"laUno zaino ben attrezzato, un paio di scarpe da ginnastica, 30 mila chilometri percorsi in 2425 giorni, pochi soldi in tasca, ma un grande sogno nel cuore. Tra il 1977 e il 1983 George Meegan entrò nella storia compiendo la più lunga camminata ininterrotta di tutti i tempi: dalla Patagonia all’Alaska, attraverso tutto il continente americano.

Un viaggio epico, a contatto con paesaggi, popoli, tradizioni completamente diversi tra di loro. Dalla Terra del Fuoco alle pampas argentine, dall’altopiano boliviano e dai ripidi passi montani del Perù alla torrida pianura costiera del Messico, passando per l’Ecuador con i suoi vulcani slanciati e attraverso le infide foreste pluviali del Darien Gap che unisce Panama e Colombia. Poi la Costa Rica, il Nicaragua, l’Honduras, il Guatemala, paesi traboccantI di vita e di fermenti rivoluzionari. Infine dalle praterie dorate degli Stati Uniti alle acque ghiacciate del Mare di Beaufort.

Ed è in Alaska che Meegan arriva il 18 settembre 1983, dopo aver conosciuto centinaia di persone, sofferto per le vesciche, gioito per un tramonto, sorriso per una parola gentile: «Ce l’avevo fatta. Fisicamente ed emotivamente spossato, caddi in ginocchio e piansi. Ero giunto alla fine. Dietro di me le bandiere dei quattordici Paesi attraversati schioccavano desolate al vento, continuavano a fissare, come stordito, le conchiglie e la fanghiglia ai miei piedi. Qui, in cima al continente, sentii che le Americhe mi ‘appartenevanò in un modo in cui non appartenevano a nessun altro che sia mai vissuto. Per tutta la durata del viaggio non ero mai stato solo, poichè io trasportavo con me sempre il cuore delle moltitudini, dal contadino latinoamericano allo scolaro dei sobborghi che alle prese con i compiti di casa guardava fuori dalla finestra e si chiedeva: ‘Se..?’. Questo era anche il loro viaggio, la camminata appartiene al mondo dei sognatori».

Un sogno che Meegan aveva immaginato e cullato fin dalla giovinezza ("il primo bagliore dell’idea mi venne quando non avevo neppure diciassette anni»), diventato realtà grazie alla tenacia e al coraggio che lo sostennero per sette anni e grazie a Yoshiko, la donna che gli fu accanto in questa avventura e nella vita. Yoshiko iniziò a camminare con Meegan, fino a quando non dovette abbandonare e tornare a casa perchè incinta, per poi tornare al suo fianco verso la fine del viaggio ("Ho sempre ritenuto che quello fosse il ‘nostrò viaggio, non solo il mio»).

Un viaggio diventato un incredibile reportage che catapulta il lettore in terre lontane e affascinanti, alla scoperta di popolazioni accoglienti, a volte sospettose, più raramente diffidenti, tra impedimenti burocratici e inevitabili problemi di salute. Con un unico obiettivo: arrivare fino in fondo.

GEORGE MEEGAN, ‘LA GRANDE CAMMINATA’ (MURSIA, PP. 472, EURO 19,00).