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"PierpaoloUna rassegna dal titolo Il Museo e il suo territorio, ha avuto inizio il 19 gennaio presso la Fondazione Pino Pascali di Polignano, con la mostra di Pierpaolo Miccolis Nella coda sta il veleno. La rassegna presenta le giovani realtà artistiche esistenti sul nostro territorio. L’edizione di quest’anno si prefigge di realizzare una mostra e un workshop a cadenza mensile, durante i quali i giovani artisti emergenti presentano il proprio percorso formativo, dimostrando in prima persona il processo di trasformazione di una loro idea in opera
L’inaugurazione della mostra di Miccolis è stata preceduta da un workshop, cui hanno partecipato alcuni studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bari iscritti alle Classi di Decorazione e Pittura, che hanno interagito con l’artista. Il risultato del lavoro comune è una lunga striscia disegnata che attraversa la Project room.
Il titolo della mostra Nella coda sta il veleno, si riferisce a un detto latino che indica la parte finale di qualcosa come la più difficile, ma anche la conclusione di un discorso che riserva la stoccata finale. Paolo Miccolis, giovane artista pugliese, presenta due cicli inediti di acquerelli su carta denominati Bestiari e Aviarii, risultato di un meticoloso studio della morfologia degli uccelli che popolano il nostro territorio. Il titolo di questi due cicli figurativi denota l’intento didascalico dell’autore e il riferimento ai bestiarii medievali che descrivono animali reali e immaginari e sono ricchi di riferimenti biblici. La loro origine remota non ha valenze scientifiche o naturalistiche, ed è da cercare nell’opera greca Phisiologus, che offriva un’interpretazione degli animali in chiave simbolica o religiosa.
Gli Aviarii invece, si riferiscono ai trattati di falconeria medievali, e vengono considerati separatamente rispetto ai Bestiari.
La trattatistica antica, dalla valenza puramente descrittiva, ispira Miccolis, che si rifà inoltre alle incisioni settecentesche sull’anatomia degli animali.
La serie Flight sick (volo malato), anch’essa presente nella mostra, illustra la produzione più recente dell’artista, ed è composta da figure ad acquerello di uccelli deformi, risultato di qualche mutazione genetica: su di un corpo di uccello vengono innestati due colli e due teste, ad una parte di corpo vengono unite parti di un altro animale o di un essere umano. Il tema della mutazione e della deformità accomuna l’artista pugliese all’irlandese Francis Bacon, il cui processo creativo è collegato a una percezione alterata e tormentata.

La fosca sensibilità di Miccolis gli fa prediligere le tonalità del grigio, appena rialzate dal colore di un particolare su sfondi candidi. Agglomerati corporei in parte umani e in parte animali, finiscono in certi casi per nutrirsi di se stessi beccandosi in una bulimia senza fine. L’artista mette a nudo la propria tormentata interiorità che prende forma nella drammatica e mutilata imperfezione dei suoi soggetti. Egli sceglie la tecnica dell’acquerello su carta, fino al Novecento considerata minore e legata ai bozzetti preparatori. La ragione di questa scelta ha a che fare con la rapidità esecutiva che caratterizza le sue opere. La poetica della macchia, tipicamente impressionista, influenza la sua produzione, insieme allo studio dell’anatomia sia umana che animale che lo accomuna all’artista tedesca Karin Andersen e alla sua ricerca sull’alterità animale e sulla concezione arcaica della divinità sotto forma di bestia (teriomorfismo).

La mostra, curata da Isabella Battista, resterà aperta fino al 17 febbraio.

PIERPAOLO MICCOLIS
Nella coda sta il veleno
19 gennaio-17 febbraio 2013
Fondazione Museo Pino Pascali via Parco del Lauro, 119
Polignano a Mare (BARI)
aperto dal martedì alla domenica ore 11-13; 17-21