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Opere d’arte che attraversano il tempo, e mobili che si fanno vettori di memoria. Sono questi gli elementi principali, diversi eppure estremamente vicini, di “Tra Arte e Design”, la mostra che resterà nella Sala Murat in piazza del Ferrarese a Bari, dal 24 al 31 gennaio prossimi.
L’evento, organizzato dal brand altamurano di Interior Design De Mura e dall’associazione culturale Spiragli, completa il percorso iniziato da De Mura nello Spazio Bossi-Clerici, durante lo scorso Fuori Salone di Milano, quando presentò la sua intera collezione composta da mobili che hanno l’ambizione di essere delle opere d’arte realizzate seguendo criteri estetici e formali per sopravvivere a chi li possiede, ideati con la sapienza dei designer degli anni ‘50 e ‘60.
In questa manifestazione, una delle operazioni più interessanti fra quelle che di recente hanno parlato la lingua dell’arte contemporanea, l’Arte e il Design convivono, interagiscono e si ridisegnano. Alle opere degli artisti coinvolti infatti (Giorgio Rastelli, Francesco Carofiglio, Silvia Rastelli, Cristiana Pacchiarotti) si aggiungeranno i pezzi creati da designer di fama internazionale, creatori di una nuova forma d’arte, autori di suggestioni e innovazioni. “La qualità – secondo Stefano Cibelli, il designer De Mura che ha partecipato alla conferenza stampa di presentazione dell’evento insieme con un altro designer Piero Guadagno – passa attraverso la reinterpretazione dei mobili. La libreria PRESS ad esempio, la stessa cui darà nuova vita il poliedrico Francesco Carofiglio, trae origine dall’idea delle presse olearie. Si tratta di tre elementi impilati e tenuti insieme da una base in pietra. Un ricordo ancestrale dunque, che si trasforma in un oggetto nuovo che in qualche modo fa rivivere la tradizione”.
L’interazione tra arte e design parte da una serie di sollecitazioni e di suggestioni insite nei mobili De Mura, nella loro atipicità, nella loro anticonvenzionalità, nella loro aspirazione ad essere qualcosa d’altro, qualcosa di diverso dall’elemento di arredo di un ambiente.
Dimostrazione di quanto appena detto è, ad esempio, uno dei pezzi che verranno esposti: “Armonico”, il primo mobile al mondo in grado di “parlare” un linguaggio tutto suo. Disegnato dall’artista Licia Galizia, “Armonico” è stato prodotto anche grazie alla collaborazione con il CRM (Centro Ricerche Musicali) di Roma, diretto dal maestro Michelangelo Lupone e dalla musicista Laura Bianchini. È al CRM che si deve l’implementazione, all’interno di questo mobile credenza, della partitura musicale che diventa la sua vera anima. Una partitura che si attiva nel momento in cui la superficie d’acciaio, che costituisce la parte superiore del mobile, riceve delle vibrazioni che permettono alla musica di essere propagata direttamente dalla materia e di essere di volta in volta diversa, cosa che tra le altre cose dipende da chi lo tocca, dall’ambiente, dalla presenza di un altro “Armonico”, dal tono della voce del proprietario.
Genio e artigianato insieme. “ ‘Tra Arte e Design’ è una iniziativa complessa – ha affermato il vicesindaco del Comune di Bari, Alfonso Pisicchio – un evento realizzato in un difficile momento economico in cui prima di ogni altra cosa si tagliano i fodni alla cultura. Il punto di forza della mostra, però, sta proprio nella interazione tra i diversi segmenti della cultura, segmenti che sono quelli dell’arte contemporanea e del design che evidenziano la qualità tutta dell’artigianato italiano”.
Il progetto De Mura mira da una parte a recuperare quelle competenze artigiane che rischiano ormai l’estinzione a causa della prevalente cultura industriale anche nel mondo del mobile, e dall’altra intende avvicinarsi ad un linguaggio espressivo che abbia in sé le caratteristiche proprie del linguaggio dell’Arte.
La mostra "Tra Arte e Design" vedrà per sette giorni la partecipazione dei designer che firmano i pezzi De Mura e di artisti di fama internazionale che reinterpreteranno, attraverso performance dal vivo, mobili e oggetti di design prodotti da De Mura utilizzando solo legni selezionati e pregiati. Una settimana fatta anche da diverse Lectio Magistralis e da uno spazio riservato al Comune di Laterza. “Il Comune da me amministrato – ha detto Gianfranco Lopane, sindaco della cittadina tarantina – annovera tra le sue caratteristiche realizzazioni artigianali di ferro, legno e maiolica, una tradizione di 5 secoli che torna prepotentemente sulla scena nazionale e internazionale. La valorizzazione dei nostri prodotti passa anche dalla sperimentazione e dalla contaminazione, per questo abbiamo scelto questo evento per far incontrare i nostri produttori con i designer, per dare nuova linfa a quella eccellenza che avrà si spera a breve il riconoscimento che merita anche con la creazione di un marchio”.
La realizzazione della mostra va nella direzione della collaborazione tra imprese e associazioni culturali, per ripensare il modo di fare economia, investendo in
maniera significativa sulla Cultura, al fine di rivitalizzare e riqualificare il tessuto economico-sociale.
Molto ricca, come già detto, la settimana della mostra. Si inizierà il giorno dell’inaugurazione, il 24 gennaio alle 18, con due performance live: un balletto di Silvia Rastelli, e una interazione tra Cristiana Pacchiarotti e il pubblico presente.
Il 25 gennaio invece, alle 11, Michelangelo Lupone terrà una lezione sul tema "Sperimentazioni musicali nel design".
“Tra Arte e Design” vanta il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, di Regione Puglia, Provincia e Comune di Bari, del Politecnico e dell’Università degli Studi di Bari, dell’Accademia di Belle Arti di Bari, del Conservatorio di musica “N. Piccinni” e della Fondazione lirico sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari.