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"Fòcara"
Novoli
e la sua Notte di Sant’Antonio: un appuntamento che ha esercitato nel corso degli ultimi anni un richiamo crescente, portando nel cuore del Salento frotte di visitatori provenienti da ogni dove per assistere all’accensione, la sera d’ogni 16 di gennaio, di fascine e tralci di vite fatti sterpi, accatastati a formar una gigantesca pira dominante la piazza, destinata ad accogliere col chiarore delle sue faci il giorno dedicato al Patrono.
Promosso dalla “Fondazione Fòcara di Novoli” e patrocinato dalle istituzioni (Comune di Novoli, Provincia di Lecce, Regione Puglia), l’evento propone il più grande falò che si registri nell’intero bacino del Mediterraneo.
Ma il mastodontico rogo, col suo corollario musicale di artisti chiamati ad esibirvisi in cospetto, non è che il culmine visibile di una manifestazione stratiforme e composita, in cui si mescolano sacralità rituale e profanità popolare. Sul sostrato tradizionale dell’evento, infatti, s’innervano iniziative e manifestazioni che coronano un singolare connubio fra la tradizione ancestrale dei riti del fuoco legati alla terra e gli elementi rappresentativi della contemporaneità e dell’avanguardia: segnatamente si pensi alle installazioni artistiche di Ugo Nespolo, che in quest’edizione ha firmato l’addobbo della Fòcara, vestita di numeri e colori; o ancora al premio fotografico che annualmente viene assegnato e che ha visto la compresenza a Novoli dei vincitori della presente e della scorsa edizione (rispettivamente Letizia Battaglia e Mario Cresci).
Una vigilia caratterizzata da un meteo a dir poco inclemente aveva fatto temere per il buon esito della Fòcara di quest’anno, ma fortunatamente Giove Pluvio, forse per intercessione di Sant’Antonio Abate – una sorta di gentlemen’s agreement fra coinquilini dei piani alti dei condomini siderali – ha risparmiato di riversar collera a catinelle sul momento principale della manifestazione. La giornata per le vie di Novoli inizia di buon mattino col trasporto in processione dell’immagine del Santo dalla chiesa fino in piazza Tito Schipa per essere issata sulla Fòcara nel rituale della “bardatura”, che vede i novolesi inerpicarsi a formare una catena umana per incastonare l’icona votiva nella piramide di sterpi. Nel pomeriggio, mentre le vie del borgo vanno animandosi del viavai di gente, degli odori ammiccanti provenienti dagli spacci ambulanti di cibo, si procede alla benedizione degli animali, in attesa che l’evento raggiunga il suo clou con l’accensione della pira.
La piazza lentamente gremisce, l’atmosfera s’elettrizza nell’imminenza dell’innesco della fiamma, che giunge col fragore di un boato: fuochi pirotecnici deflagrano al ritmo dei Sud Sound System, mentre dardi di fuoco bersagliano la gigantesca catasta; uno di questi va accidentalmente a colpire uno spettatore, rimasto lievemente ferito, per fortuna senza gravi conseguenze. Spettacolo di luci, suoni e colori calamita l’attenzione della piazza, mentre sul palco prospiciente s’accinge a prender ribalta la musica. Il concerto fa purtroppo i conti con la defezione di Mory Kantè, a causa di un improvviso malore che ha impedito all’artista africano di essere presente; al suo posto, la formazione locale dei Maskarimirì ha aperto le danze al suono dei suoni del Salento, al suono dei suoni della tradizione. A seguire è stata la volta di Enzo Avitabile accompagnato dai Bottari di Portico e dalle incursioni vocali di Raiz.
La collaudata formazione, guidata da un Avitabile formidabile “aizza-piazze”, ha dato vita ad una performance coinvolgente, scandita dai ritmi tambureggianti dei Bottari, capaci di risucchiare i sensi coi movimenti quasi ipnotici della loro ritmica primordiale.
Un concerto all’insegna della world music, emblematico del messaggio universale di pace di cui la Fòcara si fa portatrice. Nel solco di tale principio, a concludere una nottata animata dalla velleità di rendersi interminabile, il dj-set firmato Balkan Beat Box ha accompagnato il crepitar della Fòcara al farsi alta della notte.