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"stiloIntervista a Chiara Lacirignola (Stilo Editrice).

Il nostro appuntamento é fissato alle 18.00 di un giorno qualunque della settimana. Ho appena terminato la lettura di un fascicoletto che parla delle case editrici e mi sono appuntato sull’agenda alcuni dati utili per l’intervista. Non abbiamo molto tempo perciò devo tenere bene a mente la scaletta e puntare al cuore delle domande. La redazione è luminosa e piuttosto grande. In una stanza alcuni scrittori rileggono le bozze corrette dei loro manoscritti. Il corridoio brulica di ragazzi mentre il postino firma la ricevuta della corrispondenza. Chiara mi fa cenno di entrare. La stanza è colma di libri, locandine e fogli. Anche i computer sono accesi e il telefono non la smette per un attimo di squillare.
Ma la vita qui dentro è sempre così…
Movimentata? Sì, lo é. In media ciascuno di noi interagisce con un autore, risponde alle richieste delle librerie, gestisce gli ordini di acquisto, tiene i contatti con fiere o festival letterari, va in tipografia a ritirare i titoli appena stampati. È un lavoro che richiede rapidità e concentrazione.
Entrando ho notato degli scrittori. Futuri autori?
Si, controllano le bozze corrette dei loro libri. Credo li ci vorrà tutta la serata.
Quanti manoscritti arrivano in casa editrice?
È difficile dirlo, l’andamento è altalenante. Però posso dire che – fortunatamente – non rimaniamo mai senza materiale su cui lavorare. Testi ne arrivano di continuo, è un flusso sottile ma costante.
Il genere più inflazionato?
Noi pubblichiamo molti saggi di critica letteraria e di storia del territorio. Ma arrivano anche racconti, pièces teatrali, poesie.
Di questi quanti ne rispedite al mittente?
Svariati…
Chi decide cosa pubblicare e cosa no?
Dunque, il manoscritto dapprincipio viene letto e ne viene fatta una scheda di valutazione. Se rientra in una delle nostre collane lo inoltriamo al direttore della collana in questione e attendiamo il suo parere. È importante che il testo risulti originale e vendibile: la casa editrice, teniamolo sempre a mente, è pur sempre un’azienda che deve fare i conti con il mercato.
Poi cosa succede?  
Se il manoscritto viene valutato positivamente si passa alla fase dell’impaginazione, della correzione di bozze e – se è necessario – dell’editing. Correzione di bozze ed editing sono passaggi tanto più lunghi e impegnativi quanto più il testo è ‘sporco’ o necessita di qualche cambiamento nel suo impianto. Siamo in più persone a lavorare su questi due passaggi, che sono fondamentali poiché si tratta della gestazione del libro. Dopodiché si lavora con l’autore sulla scelta dell’immagine di copertina, sull’aspetto grafico. Infine, quando il libro esce dalla tipografia, si lavora sull’aspetto promozionale e sull’organizzazione di una presentazione.
Questi che vedo sulla scrivania sono curricula?
Si, ci arrivano spesso. Si tratta perlopiù di ragazzi laureati in materie umanistiche. Alcuni non hanno alcuna esperienza e vogliono imparare a ‘fare’ – cosa a cui l’università non prepara assolutamente –, altri invece hanno sia l’esperienza che i titoli e vogliono mettersi alla prova in questo campo, capire se può diventare un lavoro.
Ad ottobre inaugurate un corso di formazione: di che si tratta?
È un corso di formazione al lavoro editoriale. Vogliamo fornire le informazioni e gli strumenti di base per capire cosa è una casa editrice, come si lavora e quali sono le figure professionali richieste. Il corso si concentra in particolar modo sugli aspetti della valutazione del testo, correzione di bozze e editing ma viene trattato anche l’aspetto commerciale, la distribuzione, i rapporti con le librerie, l’ufficio stampa.
E l’affluenza?   
Finora abbiamo avuto un’ottima risposta e il motivo è facile da intuire: si vuole imparare a lavorare, si vogliono mettere alla prova le nozioni teoriche, si vuole capire come funziona veramente questo settore. Poi c’è anche chi lo fa per curiosità, senza sapere bene a cosa va incontro, o anche chi ha già un lavoro e vuole accrescere le proprie possibilità lavorative approfondendo certi aspetti come l’attività redazionale.
Grazie e buon lavoro
Grazie a voi

Foto di Valentina Delle Foglie