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Nel 2012 i ghiacciai alpini perderanno almeno altri 15 metri di fronte, oltre ad una cospicua parte del proprio volume. Un trend negativo che si è accentuato dal 2002, anche se la tendenza alla regressione delle lingue di ghiaccio che avvolgono le Alpi è iniziata alla fine del ‘800.

I dati definitivi – come spiegano i tecnici della Fondazione Montagna Sicura di Courmayeur (che studia i fenomeni e le problematiche concernenti la sicurezza, il soccorso e la vita in montagna) – si avranno solo a settembre ma è inutile farsi illusioni. In sostanza «il gran caldo di questi giorni – spiega il geologo Marco Vagliasindi – darà sicuramente una botta ai ghiacciai, però la situazione generale non cambia molto e resta precaria».

Dalla fine dell’800 si è sciolto circa il 50% dei ghiacci perenni alpini. Negli ultimi anni il fenomeno si è acutizzato. «Il caldo intenso per più giorni con lo zero termico elevato – aggiunge Vagliasindi, consulente di Fms – fa scomparire la copertura nevosa e toglie l’alimentazione ai ghiacciai». Fino alla scorsa settimana le condizioni della montagna in alta quota erano ottimali, poi è scoppiata la calura e sono iniziati i crolli dei seracchi e le frane. Una parte della volta del ghiacciaio della Tete Rousse, sul versante francese del Monte Bianco, ha ceduto lasciando intravedere un’enorme sacca d’acqua che ora rischia di tracimare a valle.

La notte scorsa la temperatura minima ai 3.462 metri di Punta Helbronner (Monte Bianco) è stata di 7 gradi e la massima di 14 gradi, ai 4.556 metri della Capanna Margherita (Monte Rosa) la minima di zero gradi e la massima di 7 gradi. Lo zero termico nell’aria è a 4.800 metri, al suolo a 5.500 metri. Per non parlare di Aosta dove si sono sfiorati i 40 gradi. Tale situazione provoca un deterioramento delle condizioni in alta quota: «E’ tutto molto secco – hanno segnalato le guide alpine nel report inviato a Fms -, si segnala qualche caduta di sassi, le terminali ed i ghiacciai sono più aperti e si presentano alcuni passaggi delicati dove esce ghiaccio». L’invito, anzi l’esortazione, agli alpinisti è di «rispettare gli orari e saper rinunciare in caso di condizioni mediocri». In questa seconda metà di agosto sono molto frequentati tutti gli itinerari classici sul Monte Bianco, sulle Grandes Jorasses, nella zona del Monte Rosa e dei Breithorn, dove le condizioni sono ancora accettabili.

E se per l’alpinismo è consigliata grande cautela, per gli amanti dello sci e dello snowboard le montagne valdostane riservano un’apprezzata alternativa alla calura estiva: ogni giorno sono circa 1.500 gli accessi agli impianti del ghiacciaio di Plateau Rosà, sopra Breuil Cervinia, dove sono disponibili circa 30 chilometri di piste perfettamente innevate consentendo la singolare esperienza di sciare in maniche corte.