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"MarcoL’ètoile internazionale Marco Pierin, anche quest’anno sarà il direttore di giuria del concorso internazionale del Levante Danza Festival. Dopo aver studiato presso la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano e la Scuola di Ballo del Teatro Bolshoj di Mosca, nel 78 entra a far parte del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala e successivamente diventa solista e primo ballerino. Durante la sua carriera collabora in qualità di “guest” con svariate compagnie, tra cui, Australian Ballet a Sidney in Australia, Pittsburgh Ballet in Pennsylvania negli U.S.A, Richmond Ballet in Virginia sempre negli U.S.A, al Ballet Nacional de Cuba a La Havana, Ballet de Montevideo in Uruguay.

Anche in questa edizione sarà il presidente di giuria. Nella prima edizione qual è stato il livello dei partecipanti?
Il livello è stato molto buono, soprattutto direi nel classico. Abbiamo avuto, veramente, la gioia di apprezzare delle buone performance e anche questo significa che dietro questi allievi ci siano delle buone scuole che curano molto l’aspetto della danza classica e l’aspetto fondamentale per affrontare qualunque altra disciplina nel migliore dei modi.
In questa edizione 2012 ci saranno diverse novità nel Levante Danza Festival. Cosa si aspetta da questa seconda edizione?
Mi aspetto che il livello in generale delle varie discipline sia ancora più alto e migliore dell’anno scorso. Ho questa speranza, voglio credere che sarà migliore
La giuria del Concorso Internazionale da lei diretta, come lo scorso anno, è altamente qualificata. Quali saranno i parametri di giudizio che utilizzerete?
I parametri sono sempre, più o meno, gli stessi. Si guarda innanzitutto la qualità dell’esecuzione e ovviamente anche il talento degli esecutori. Direi che i parametri sostanzialmente siano questi: la qualità che è sicuramente molto importante e il talento.
In una situazione di crisi come quella in cui ci troviamo, in che modo possono essere utili il Levante Danza Festival e le altre manifestazioni che mettono in evidenza il talento dei giovani?
Possono essere utili proprio perché in questo momento di crisi c’è bisogno di dare nuovi stimoli, nuovi input e soprattutto di credere che la danza non stia morendo, come probabilmente vorrebbero alcuni e che invece ha ancora una forza vitale straordinaria perché i giovani comunque si iscrivono sempre con grande entusiasmo alle scuole. Questo vuol dire che c’è voglia di danza e che malgrado le difficoltà c’è ancora questo desiderio. La danza è un’arte straordinaria che può fare miracoli e io sono convinto che, in questo momento particolare, può aiutare tantissimo.
Attualmente, qual è il suo giudizio sulla danza?
Come dicevo pocanzi la danza è un’arte meravigliosa che unisce il cielo alla terra. L’uomo nasce danzando, i popoli primitivi danzavano per manifestare le loro espressioni e i loro sentimenti. L’uomo ha sempre danzato nell’arco della storia e lo sappiamo, la storia ce lo insegna e la danza è una forma d’arte straordinaria perché è la più immediata, è presente nel dna dell’uomo ed è per questo che io credo sia fondamentale, oggi più che mai, ritornare ad apprezzarla e a salvaguardarne la disciplina anche perché sono convinto che la danza, in tutte le sue forme specialmente quella del balletto classico, susciti una sorta di magia anche nel pubblico. Tali emozioni sono necessarie in questo periodo di terrorismo psicologico e di crisi che i potenti della terra stanno provocando, facendoci vivere nella paura e nell’incertezza. Credo che la Danza sia un’espressione straordinaria di libertà e di potenza che l’uomo ha come arma nelle sue mani per difendersi dall’apatia e dalla follia di questi nostri tempi.