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"Ottavo-Richter_1"

Chi per le strade, nei piccoli locali, sui grandi palchi o alle feste private milanesi non ha sentito almeno una volta la tromba di Raffaele Köhler? Questo bravissimo trombettista ha una simpatia coinvolgente, e come lui anche la sua band, gli Ottavo Richter. Nata dal connubio di Raffaele Köhler (tromba) e Luciano Macchia (trombone), si è avvalsa di altri incredibili personaggi quali Alessandro Sicardi alla chitarra elettrica, Marco Xeres al basso elettrico, Domenico Mamone al sax baritono e Paolo Xeres alla batteria. Ma non solo, gli Ottavo Richter hanno condiviso le loro scorribande con Gianluigi Carlone, Banda Osiris, Antonio Di Bella, Andrea Giuffredi, Gaetano Liguori, Massimo Cirri, Filippo Solibello, Giampaolo Köhler, Radio Popolare, Rupert Sciamenna.

Loro stessi affermano che nascono dall’unione tra una sezione fiati "sinfonica" ed una ritmica "turbo power", motivata da una chitarrina "indisciplinata" che genera movimenti sussultori in platea, trasforma teatri in sale da ballo e strade cittadine in auditorium. Senza pudori gli Ottavo Richter si avventurano in viaggi musicali in balìa di loro stessi, dimenticando meta e bussola.’ 

Ed è proprio vero, perchè quando dei folli talentuosi cominciano a divertirsi sul palco, non possono che trasmettere la loro energia positiva e coinvolgere il pubblico. La band ha partecipato a importanti festival, trasmissioni televisive e radiofoniche (Tg3 Linea Notte, Parla con me, Caterpillar, Caterraduno, Gli spostati, La banda) e ha all’attivo due album: “Molly Malone’s” e “Clinkin’ glasses”.

Oggi, 18 giugno 2012, esce "Una bella serata", il loro ultimo lavoro discografico.

Mentre sono qui che scrivo, il disco gira nel mio stereo, e ho il comunicato sotto gli occhi. Le mie dita battono il tempo sulla tastiera e io continuo a ridacchiare, sarà colpa della loro follia coinvolgente?

Tratto dal comunicato: "Il motivetto che si canta sotto la doccia è superato. Gli Ottavo Richter propongono la nuova frontiera, la musica che si balla sopra la doccia. Perché è composta e suonata da professionisti fuori dall’ordinario e soprattutto fuori controllo, che non si vergognano di divertirsi e ballare insieme al proprio pubblico mentre improvvisano." L’album è un vero miscuglio di contaminazioni, jazz, swing, samba, e si sentono i respiri, gli errori, l’energia, il sudore. Quello che si sente a un concerto degli Ottavo Richter, si perchè è un disco registrato live, durante "una bella serata!" Gode inoltre delle collaborazioni di Antonio Di Bella, Gianluigi Carlone, Rupert Sciamenna, e della cantante Nadia Braito.

Il disco sarà presentato alla Salumeria della Musica di Milano giovedì 21 giugno alle 22.00, ed è prevista una gran bella serata!

Di seguito la Tracklist da loro descritta(da notare anche i titoli…):

  1. Bradipo missile: Hai voluto il funk? Mo’ pedala. E in fretta, perché il groove impone un certo ritmo, sembra la sigla di Hursky & Statch. I musicisti vengono perquisiti, addosso hanno troppe scorie di anni ’60 e ’70, quando gli strumenti dicevano ancora la verità. È la rivincita del Bradipo, da sempre il più lento, che finalmente diventa centometrista.
  2. Richter samba: Siamo in Brasile, certo. Si sente lontano, perché il Brasile per noi è molto spesso solamente un’idea, un colorato stereotipo. Folle samba, ballo interrotto per gioco seguendo un coro di clown carioca. Si svuota la platea, sentiamo un chitarrista vodoo, poi rimane solo l’Africa, madre della samba e di mille altri ritmi.
  3. Soufflé Dasè: Spuntano reggicalze e borsalini alle prime note di questo brano antiproibizionista. Quando il jazz si ballava, quando il jazz era giovane, quando tutti erano giovani ascoltando il jazz… Quando il jazz si chiamava musica, non jazz. La tromba ci porta al night, tutti gli altri la seguono ondeggiano come gli alberi di Chicago quando soffia il vento. Soffiano i fiati più del vento, perché su questo ritmo ti viene voglia non solo di ballare, ma anche di cantare.
  4. Dancin’ flab: Ciccia danzante: proprio così, questo brano è stato creato seguendo la visione di una abbondante e solare ballerina, forse Mami di “Via col vento”. Funk pesante ma leggero, un ippopotamo con le ossa di cristallo. Squilli di tromba e trombone annunciano, il baritono spiega le sue ragioni sostenuto dai complici. Basso e batteria ci danno dentro come “Le Iene”, la chitarra taglia l’aria poi finisce in un vortice e introduce la danza finale. Comunque, danza.
  5. Rum: L’aria è calda e polverosa, la strada sembra non finire mai. E l’unica cosa che hai da bere è rum, dolce e infame. Il trombone ne accusa gli effetti, non più romantico ma rumantico. Ma agisce: vaneggia e ragiona finché alla fine non trova la soluzione. Tutto è ovattato, Ovatta Richter, e l’anima latina ci conduce a una danza non più latina ma a una discoteca latina. Forse lì ci sarà un rum migliore.
  6. Little bird:  Palla di specchi: la tromba dovutamente sordinata ci porta in discoteca, dove si canta e ci si muove come Tony Manero dopo un’anestesia parziale. Qui vale tutto, basta crederci. Il buffo diventa inevitabile: dopo gli interventi di un rapper schizofrenico e rumoristico (Gianluigi Carlone), cui seguono velate allusioni sessuali di un curioso MC (Rupert Sciamenna), un assolo fischiettato nel vero senso della parola.
  7. Noise: È il momento della ballad, che pare un funk suonato a tutta lentezza. C’è un suono che sporca il trombone, il “noise” del titolo, perché la poesia può essere velata di sabbia, di malinconia, di humour. Il tema ha queste caratteristiche, e la chitarra va avanti su questa linea, impennandosi e accendendosi, poi spegnendosi. Rimangono lei e il trombone, che si riprende il brano fino alla fine…
  8. Complotto a Varsavia: Metti che il funk poliziesco si fa un giretto nell’est europa, fumosa, fredda, insidiosa… Appare chiara l’atmosfera; ma se arrivando là si passa dai Balcani, suonando un cymbalom dai colori esotici, l’atmosfera cambia. Si diventa chiassosi e festosi, si beve la rakija o si diventa rockettari ipnotici; in certi momenti si avverte addirittura il sentore di arabici profumi. Un inseguimento a tavoletta per le vie di Varsavia, forse sui carri degli zingari.
  9. Venere: Una strada piena di traffico, si va a passo d’uomo… anzi, a passo di tartaruga. Venere è infatti il nome di un piccolo carapace che muove i primi passi in una scatola. Lentamente, con infinita pazienza, ma comunque con convinzione: il baritono ondeggiante imita il simpatico animale, seguito dai fiati. Groove funky ballabile e saltellante: dopo il tema il sax parte graffiante, si arrotola, fa la break dance. Poi  stop! Il basso si esibisce in un solo con gli occhiali da sole, l’occhio di bue è inevitabile. Anzi, l’occhio di tartaruga.
  10. Zerozerottavo: Sei circospetto. Ogni angolo può nascondere una sorpresa, chissà di che tipo. A un tratto il ritmo: il cuore deve pur battere. Muovi anche la testa ora, e poi arriva luce in fondo al corridoio, è come un scoprire che Babbo Natale esiste. Poi… di nuovo incertezza, e la fuga, a gambe levate, con il fiato sempre più corto. La certezza finale è ritardata di qualche istante perché la suspense piace a tutti: grandi e piccini, uomini e donne, ricchi e poveri, avvocati e imputati, pompieri e piromani, agenti segreti.
  11. Una bella serata: Un flautino recluta ascoltatori: voilà, eccoci nel passato, con ironia e scanzonatezza da musical. Subentra il trombone, che ricorda solennemente quali potrebbero essere le conseguenze di “una bella serata”… il sonno, l’ovattamento, la sbronza pesante, l’emicrania e altri fastidi. Ma non c’è tempo per questo, bisogna divertirsi. Lo sottolinea la chitarra, che subito si muove come un gatto felpato, poi come un matto felpato. Il tema viene preso in giro dalla ritmica, e ripreso (in giro?) da tutti gli altri.
  12. Maialino latino: Da sempre, una delle ambizioni degli Ottavo Richter è apparire in un cartoon della Warner Bros. Magari chiederebbero: “Ehm… che succede, amico?” o schiverebbero le trappole di un coyote poco socievole. Oppure, come in questo caso, accompagnerebbero Porky Pig ondeggiando come cactus messicani. La tromba è ammiccante e allusiva, la band beve tequila con mucho gusto. (Attenzione: questo brano può causare voglia irrefrenabile di iscriversi a una scuola di balli latino-americani).
  13. Oculista innamorato: Cosa accade quando una affascinante cliente entra nello studio di un oculista romantico? Ce lo spiega con scanzonatezza Antonio Di Bella: “astigmatica non so… ipermétrope, chissà… Signorina, legga là: IO T-I A-EMME-O!” Sbandamento emotivo, cotta colossale… Di Bella e l’autore del testo Bosisio ci dimostrano che anche gli oculisti hanno un C-U-O-R-E, con gioia e leggerezza.
  14. Parlami d’amore Mariù: Gli Ottavo Richter amano le canzoni. Si capisce da come scrivono e da come improvvisano. E amano le collaborazioni, in questo caso con Gianluigi Carlone, leggero come una piuma e sentimentaaal come Vando Osiris. L’ultimo brano del disco è un omaggio sentito alla canzone italiana: quella di una volta, perché forse è ancora quella più moderna.