Tempo di lettura: 2 minuti

"strageRaccontare la mafia con gli occhi di un bambino di nove anni, questo l’intento in “Damiano, al di là delle nuvole iniziano i sogni”, secondo cortometraggio del giovane regista siciliano Giovanni Virgilio. Il film, attualmente in selezione presso i principali festival cinematografici europei, è stato realizzato grazie al contributo della Provincia di Catania e l’associazione “AddioPizzo” e vede la partecipazione – tra gli altri – dell’attore palermitano Alessio Vassallo, già noto al grande pubblico per avere interpretato Mimì Augello nella serie televisiva “Il giovane Montalbano”. «Dalle stragi mafiose del ’92 – ci spiega Virgilio – sono trascorsi vent’anni, io ne ho 29: diciamo che in qualche modo “Damiano” rappresenta l’infanzia della mia generazione, un periodo in cui i bambini venivano svegliati la notte dagli attentati esplosivi del racket, situazioni che per noi rischiavano di rientrare pericolosamente nella “normalità”». La pellicola è un toccante spaccato su un momento della storia italiana che a volte si vorrebbe dimenticare, permeato di omertà e oppressione; Damiano è un bambino che sceglie Giovanni Falcone come suo eroe, e lo fa in un contesto difficile, in cui sia il suo maestro di scuola, giornalista “non allineato” che spinge i bambini ad “aprire gli occhi”, sia lo stesso giudice, verranno messi a tacere per sempre dalla mafia. Il cast, (formato, oltre al già citato Vassallo, dagli emergenti Uriele Giambra, Ignazio Barcellona, Rosaria Russo, Gianluca Martignetti) da buona prova di sé in un corto che, supportato da un comparto tecnico di qualità (il montaggio è curato dai premiati Fratelli Urso e la fotografia da Giuseppe Consales), coinvolge ed emoziona lo spettatore nei suoi 15 minuti di durata. Minimali e incantatrici le musiche originali del compositore Giuliano Fondacaro, che ci spiega come la “semplicità” delle sue musiche sia studiata per arrivare facilmente al cuore dello spettatore: «Quella "mafiosa" è una tematica che offre diversi spunti compositivi. In tanti si sono cimentati in quest’ambito, ma in questo caso il protagonista è un bambino di nove anni che guarda alla mafia con l’innocenza dei suoi occhi. Questo cambia inevitabilmente tutto, Damiano cerca di dare una spiegazione agli assurdi eventi di cui diventa, anch’egli, involontario testimone. Le mie scelte musicali, quindi, vogliono in qualche modo essere rappresentative di questo suo approccio così pulito e lineare».