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"Nick-The-Nightfly1"

In occasione dell’uscita della nuova compilation “The Nightfly Suite Vol. 1”, LSDmagazine ha avuto il piacere di fare una chiacchierata con Nick the Nightfly, musicista, presentatore storico di Radio Montecarlo e direttore artistico del Bluenote.

Malcom, quando e come nasce il nome d’arte Nick the NightFly?
Il nome nasce quando ho cominciato a lavorare per radio Montecarlo alla fine degli anni 80, nel 1988.
Il nome Malcom non si traduce in italiano e poteva essere storpiato, allora cercavo un nome divertente e The Nightfly, era il nome del primo album di Donald Fagen, uno dei miei album preferiti. Nick invece è stata una scelta fonetica perché suonava bene con The Nightfly. È nato senza pretese, per un gioco artistico e poi il mio programma in radio ha cominciato ad avere successo In Italia.

Anche se hai fatto altre collaborazioni, come con Radio Capital, o trasmissioni televisive, ci sono dei pilastri abbastanza saldi nella tua vita, 25 anni con Radiomontecarlo 10 anni di Blue Note, Come mai questo percorso?
Adesso sono 25 anni che lavoro per Radio Montecarlo. Negli ultimi 8 anni ho ripreso la mia attività di musicista, ho inciso cd con la mia orchestra, cd solista col mio quintetto Nice One ed adesso sto preparando un cd come artista, come autore. La radio in tutti questi anni mi ha dato la possibilità di esplorare, diffondere la buona musica e soprattutto conoscere nuovi artisti e nuovi musicisti, mantenendo per tutto questo tempo un programma importante nella radiofonia italiana per musica di qualità e questo è stato possibile grazie anche all’editore di radio Montecarlo che ha creduto e crede nel mio programma e nella buona musica.

Hai introdotto la mia domanda successiva, ossia tu sei  presentatore radiofonico ma anche musicista, quale dei due ruoli è nato per primo? e in quale ti identifichi di maggiormente?
Io sono musicista da sempre e facendo il musicista ho cominciato a lavorare in radio.
Nasco come musicista e con la musica sono approdato in radio ma ho sempre continuato a suonare in questi anni non ho mai mollato. Scrivo sempre, sono autore, ho scritto un pezzo bellissimo per Andrea Bocelli, 5 o 6 anni fa. La musica è la mia vita, sia come musicista che in radio, ma prima di tutto sono un musicista.

Mi piace molto una parola che usi per descrivere la tua nuova compilation, tu dici che ami “condividere” le emozioni che ti da la musica, per questo che hai cominciato a creare compilation?
Non c’è niente di più bello che condividere quello che uno sa ,quello che uno incontra e quello che ama, soprattutto con la musica. Più gira la musica meglio è.

"https://www.lsdmagazine.com/wp-content/uploads/2012/04/nick-the-nightfly_cover.jpg"Nelle compilation, e anche nell’ultima, hai sempre giocato mischiando  protagonisti di ieri e di oggi, artisti famosi e emergenti, perchè questo tipo di scelta?
Mi piace poter mischiare la musica e guardare al passato e al presente.
Sul tuo palco sono saliti sempre artisti di successo, come Sarah Jane Morris, Incognito e tanti altri, hai anche proposto nuovi talenti? Ma li hai mai affiancati o proposto collaborazioni fra di loro? Per esempio mi ha colpito molto vedere un giovane ragazzo, (corradi) accanto ad un grande artista (berstein), durante un festival e questo è stato molto emozionante e di un bel impatto scenico. ti è mai capitato di osare in una simile proposta?
No, non mi è mai capitato ma mi piacerebbe farlo, è una bellissima cosa. È sempre bello, se c’è un bravo artista emergente, farlo salire sul palco.

Ho notato anche che nelle tue compilation e in radio, spesso proponi cover di pezzi famosi rivisti in forme un po’alternative, anche in in The Nightfly Suite, abbiamo Viva la Vida suonata da 2 violoncelli o Cosmic girls da Banda Brasilera, .
Si è una scelta che ho fatto per l’originalità delle versioni, specialmente Viva la Vida, è suonata da due ragazzi giovani diplomati al conservatorio in musica classica che suonano violoncello e l’ho trovata originale. È sempre difficile rivisitare un pezzo di successo e nello stesso tempo dare una impronta personale. È affascinante quello che si riesce a scovare in giro.

In questi 25 anni sei sempre stato orientato verso la musica new age, la fusion, la world music, la musica brasiliana, il jazz, l´acid jazz e negli ultimi anni anche i suoni del nujazz, il lounge e la chill out e le musiche di frontiera…una domanda un po’ provocatoria, che rapporto hai col Rock?
Io quando ero ragazzo suonavo il rock. A me piace il rock, specialmente il rock melodico, magari adesso un po’ meno e non lo ascolto come in passato, ma comunque il rock ha una valenza importante. Le scelte musicali spesso sono legate ad un’età, uno va avanti ma cerca altre cose. Però viva il Rock, assolutamente.
Quindi la tua scelta stilistica che hai portato in trasmissione e sul palco del bluenote è stata dettata da una maturità musicale?
Certo dalla volontà di cercare altre suoni, altri stili, si fa un percorso e poi delle scelte, ma capita che a casa metto su un pezzo dei Led Zeppelin o dei Pink Floyd.

Oltre al palco del Bluenote ora porti la musica di qualità anche a Lignano Sabbiadoro con The Nightfly Jazz Festival On The Beach.
Si, questo è il secondo anno e ci saranno gli Incognito, i Matt bianco, Paolo Fresu col suo quintetto e anche delle margin band che suoneranno in strada. Una bella e nuova esperienza.
Ma ci vediamo prima di questa estate, ossia  il 18 aprile alla Fnac di Milano e il 19 maggio al Bluenote.
Certamente! E Buona vita da Nick the Nightfly.