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Si chiamano Are You Real? come una battuta al fulmicotone del barbone innamorato in “La Leggenda del Re Pescatore” del fantasioso e surreale regista Terry Gilliam e il loro repertorio musicale è stato denominato "home-made imaginary music" facendo gridare al miracolo anche la critica più severa ed esigente. Giungono dalla laguna fino in Puglia per presentare dal vivo  l’album d’esordio, "Songs of Innocence", pubblicato per l’etichetta Face Like a Frog. Un titolo chiaramente ispirato al poeta William Blake,  la cui influenza assieme a quella di atmosfere oniriche  si sente chiaramente nella loro musica per sognatori.  Registrazioni casalinghe che detengono tutte le allure da poeti estinti nei boschi che sfidano la notte a versi e si fanno guidare dagli spiriti benigni. Noi di LSDmagazine li abbiamo intervistati alla vigilia del tour che li vedrà esibirsi per la prima volta in Puglia.

Come nasce il vostro progetto musicale e quali sono le sue caratteristiche?

AYR? nasce dalla fine di Andrea Liuzza. Avevo pubblicato due dischi, due anni fa. Il secondo era molto personale, troppo. Canzoni autobiografiche, parlava di me da cima a fondo. Ecco, volevo superare questo muro dell’autobiografia. Togliere il me. Ho iniziato a provare con una band, cambiato nome. Mi sono spostato sul piano dell’immaginario… tutto è esploso. E’ diventato poetico, visionario. Le cose erano sempre le stesse, sempre le cose che abbiamo dentro. Ma viste da un’altra parte. Un luogo più profondo. O forse più alto, non lo so. Comunque non ad altezza testa.

Parliamo adesso del vostro primo disco, Songs of Innocence, dominato da due tematiche: l’innocenza e l’apocalisse…

Innocenza e apocalisse sono i due estremi di un infinito. L’innocenza sta al di qua del mondo, è originaria. La ricordi, la sogni, é un miraggio? non lo sai. Come vai nell’al di qua? ti spingi alla fine, ed ecco l’apocalisse. La fine del mondo è immaginata nel disco come una rivolta di fanciulli, o un azzeramento della cultura umana: smontiamo le macchine, parliamo agli animali, tiriamo giù i palazzi e facciamo falò con i libri, i quadri e le sedie. Scaliamo una montagna, entriamo nel mare. Il disco immagina la fine del mondo e ne percorre i frammenti, come flash, di canzone in canzone.

"AreCosa si prova a essere paragonati ai Radiohead? E quali sono i vostri riferimenti musicali?

Quando l’ho letto ho fatto un colpo, perché con gli amici scherzo spesso sui Radiohead, non sopporto più come canta Thom Yorke, ascolto tutt’altro. Ma è innegabile, la mia generazione è figlia di OK Computer. E Kid A è stato una rivelazione. Essere paragonati a loro dai, certo che fa piacere! I riferimenti… The Glow pt. 2 dei Microphones, Daniel Johnston, la colonna sonora di Where The Wild Things Are, Universal Mother di Sinéad O’Connor, Tim Buckley. E Dylan. Tutto Dylan.

Manuel Agnelli ha affermato recentemente: "All’interno della scena underground, alternative o indie non c’è stratificazione; c’è un’omologazione spaventosa, ci sono le dieci regolette. Sembrano le tavole della legge alle quali devi comunque sottostare se non vuoi essere criticato, escluso, ecc. Si vestono tutti allo stesso modo, hanno tutti gli stessi suoni, fanno tutti le stesse cose e parlano tutti delle stesse cose." Cosa ne pensate e in che modo giudicate la scena musicale indipendente italiana?

Non conosco quella di altri paesi… certo in Italia vedi questi eserciti di gente con i pantaloni ciucciati, le spille, le foto lomo. E poi i nomi che girano dal vivo, nelle riviste, sempre quelli. Sono quattro gatti che fanno il bello e il cattivo tempo. Francamente me ne infischio, anzi… penso che in qualunque epoca sia stato così. I creatori non fanno parte di nessuna scena, sono outsiders, lupi. Se ne fregano di queste cose perché la lotta non se la giocano con la società, le mode. Hanno già fatto la loro scelta. La partita se la giocano con se stessi.

Per concludere, cosa deve aspettarsi il pubblico pugliese dai concerti di Barletta e Bari?

Faremo il disco per intero e due canzoni nuove. Più una cover di Tim Buckley credo. Non so cosa possono aspettarsi. Siamo un gruppo che sta crescendo e impara ad ogni concerto. L’ultimo, sabato, è stato forte, inizio a vedere persone che conoscono le canzoni a memoria, a sentirmi più sicuro. Se ci faranno entrare nel loro sogno, noi li faremo entrare nel nostro. Chiudiamo gli occhi e guardiamo.
Appuntamento con gli Are You Real? nei due attesi appuntamenti live pugliesi domani, mercoledì 28 marzo al Caffè Letterario di Barletta in via Geremia di Scanno 94/96 e giovedì 29 marzo per il secondo appuntamento della rassegna TatIndie, organizzata da Fermenti Divi in collaborazione con Controradio e Gimma Jazz Cafè, presso il Tatì Risto Art (ex Dolce Vita) in via Albanese 41 a Bari.