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"stregoneria"
Allarme stregoneria all’ombra del Big Ben: Scotland Yard e associazioni di comunità africane hanno messo in guardia sul fatto che l’abuso rituale di bambini condannati come streghe è un pericolo crescente per l’infanzia che vive nei ghetti.

L’allerta è stata lanciata dopo la condanna di una coppia di congolesi riconosciuti colpevoli di aver ucciso un teenager, il fratello quindicenne della donna, nel corso di una «cerimonia di esorcismo».

«Abbiamo aperto in dieci anni inchieste su 83 casi di abusi di minori legati a convinzioni religiose», ha dichiarato un portavoce della Metropolitan Police secondo cui i casi indagati sono solo la punta dell’iceberg di un orribile fenomeno coperto dall’omertà e il fondamentalismo religioso.

Kristry Bamu, il ragazzino ucciso, fu torturato con martelli, coltelli e tenaglie prima di venir annegato nella vasca da bagno di un appartamento di East London il giorno di Natale del 2010 da sua sorella Magali e il suo convivente Eric Bikubi, entrambi convinti che il quindicenne avesse gettato il malocchio su un altro ragazzo.

Kristy «implorò di morire» dopo tre giorni di incredibili sofferenze: all’autopsia il medico legale arrivò a contare 130 lesioni diverse sul corpo del ragazzo, il cui caso evoca altri episodi simili. Nel 2001 venne ripescato dal Tamigi il torso di un ragazzino nigeriano vittima di un sacrificio rituale mentre soltanto l’anno scorso il piccolo Nusabyba Hassan fu sventrato dalla madre trovata poi da Scotland Yard a pregare sul suo cadavere. Il bimbo aveva appena quattro anni.

Molti casi coinvolgono immigrati da Paesi africani come la Repubblica Democratica del Congo in cui la stregoneria è largamente diffusa. Per le strade di Kinshasa, riporta oggi il Daily Telegraph – oltre 20 mila bambini vivono senza un tetto perchè sono stati accusati di stregoneria. «L’impatto di orrori come questi è significativo. Nessuno però è in grado di contarli in comunità che coltivano credenze tradizionali come la stregoneria e il possesso da parte degli spiriti maligni», ha detto Mor Dioum, portavoce della Victoria Climbiè Trust, una fondazione che prende il nome da una bambina di otto anni uccisa nel 2000 perchè considerata una strega.