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"Dna"
E’ stato costruito il primo nanomotore fatto di «tessere» di Dna ripiegate come degli origami: è la prova di principio che dimostra la possibilità di costruire dispositivi minuscoli e del tutto controllabili. La ricerca, condotta in collaborazione dall’università giapponese di Kyoto e da quella britannica di Oxford, è pubblicata sulla rivista Nature Nanotechnologies.

Il «nanomotore» rappresenta l’evoluzione di quelli finora ottenuti, basati su frammenti lineari di Dna. La sua maggiore complessità permette adesso di programmarne i movimenti e di controllarlo grazie a un insieme di interruttori. Si tratta, insomma, di un passo in avanti lungo la strada della nano-ingegneria.

Nel nanomotore basati sugli origami di Dna le sequenze di informazione genetica sono state ottenute in modo che si piegassero autonomamente in strutture bidimensionali o tridimensionali. «Abbiamo dimostrato che non soltanto è possibile costruire nano dispositivi che funzionano in modo autonomo, ma possiamo fare in modo che si comportino in modo prevedibile e controllabile a seconda delle condizioni di partenza», ha osservato il responsabile della ricerca, Masayuki Endo, dell’Istituto per la Scienza dei materiali cellulari integrati (iCeMS) dell’università di Kyoto.

Per uno dei principali autori della ricerca, Shelley Wickham, dell’università di Oxford, il nuovo nanomotore potrebbe essere il primo passo verso lo sviluppo di sistemi sempre più complessi, come linee molecolari programmabili e capaci di auto-assemblarsi e sofisticati sensori di nuova generazione. Sono tuttavia consapevoli di trovarsi ancora nelle primissime fasi di questa nuova tecnologia. «Le promesse sono grandi, ma ci sono ancora numerosi problemi tecnici da affrontare e risolvere», da detto un altro dei ricercatori, Hiroshi Sugiyama, dell’iCeMS. «Siamo solo all’inizio – ha aggiunto – di un campo completamente nuovo e affascinante».