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"the-battle-of-trafalgar"
Da quasi 300 anni riposa indisturbata sui fondali del canale della Manica. Ora, grazie alla tecnologia e all’esperienza della Odyssey Marine Exploration, società americana specializzata nel recupero di relitti, la prima HMS Victory, l’ammiraglia della Royal Navy ai tempi della guerra per la successione al trono austriaco, risorgerà presto dai fondali. E con sè potrebbe portare un tesoro da mezzo miliardo di sterline. In tempi di drammatici naufragi è una buona notizia che viene dal mare.

L’impresa sarà resa possibile dalla collaborazione tra la Maritime Heritage Foundation – la fondazione istituita da Lord Lingfield, discendente dell’ammiraglio Sir John Balchin, al timone della Victory quell’ottobre del 1744 – e la Odyssey, che ha individuato il relitto già nel 2008. A "fluidificare" il tutto ci sta pensando il ministero della Difesa britannico. «Contiamo di dare un annuncio a breve», ha detto un portavoce al Guardian. L’accordo insomma è ormai in dirittura d’arrivo. Stando a quanto scrive il Sunday Times, infatti, i cannoni e altri manufatti recuperati dal relitto «verranno esposti nei musei britanniciIo non sono un diretto discendente di Sir John», ha spiegato al domenicale Lord Lingfield. «Quindi non ho nessun interesse al recupero delle ricchezze. In compenso avremo il privilegio di risolvere un grande mistero; un mistero che fa parte della mia famiglia sin dal Diciottesimo secolo». Oltre all’esistenza o meno del tesoro, infatti, c’è anche da capire il perchè del naufragio della Victory, vera e propria fortezza del mare che precedette il vascello passato alla storia grazie alle gesta di Orazio Nelson. A colare a picco l’ammiraglia pare essere stato un design troppo azzardato più che i pericolosi scogli della Bretagna. Ma si vedrà. Il relitto, se tutto va bene, inizierà a "parlare" nell’arco del 2012. I 100 cannoni di bronzo caricati a bordo, alcuni dei quali pesanti oltre 4 tonnellate, verranno recuperati con l’aiuto di uno speciale robot. Anche loro valgono una bella somma: tra le 50 e le 100mila sterline l’uno. Le ossa dei morti, se verranno scovate, saranno invece lasciate lì dove stanno: è passato troppo tempo, quella ora è la loro casa. Così come vuole il mare.