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"Marrakech-dietro-le-anticheSe è vero che Marrakech conserva ancora, nella sua parte più vecchia, la Medina, la pianta urbanistica medievale della grande capitale musulmana, come stili di vita, precetti religiosi, costumi e tradizioni popolari dai quali non si può prescindere se la si vuole conoscere a pieno. E’ altrettanto vero che per conoscere la Marrakech di oggi bisogna addentrarsi in quei quartieri cintati dalle millenarie mura, all’interno dei palazzi, chiamati riad, nell’intricato labirinto di viuzze dove il tempo sembra essersi fermato. Oltre ogni angolo, dietro le antiche porte, per conoscere le storie di chi quei riad, li ha costruiti, abitati, poi abbandonati e ‘appaltati’ a stranieri che hanno fatto di Marrakech una scelta di vita. E’ lì che si trovano le atmosfere uniche che alimentano il mito della città cosmopolita, luogo d’incontro di artisti da tutto il mondo .

Questo è quello che racconta Barbara Bertuzzi, nel suo libro "Marrakech dietro le antiche porte", il nuovo volume pubblicato dalla Casa Editrice Polaris, uscito anche nella versione francese "Marrakech derrière les portes antiques", distribuito in Francia e Marocco già da dicembre 2011 (il lancio ufficiale si è tenuto al Caffè letterario Dar Cherifa, nella Medina di Marrakech il 30 dicembre. Seguiranno eventi a Rabat e Casablanca).
Giornalista bolognese, dallo spirito viaggiatore, Barbara vi accompagnerà all’interno dei vicoli di quell’antica capitale, nei meandri più nascosti per arrivare alle porte di suntuose abitazioni e avvolgenti palazzi. "Ho cercato di aprire i portoni dei riad in ristrutturazione e di quelli già abitati, e ho capito che non si può conoscere Marrakech senza andare oltre, nella sua parte più vecchia, più vissuta". Ed è aprendo quelle porte che Barbara ci racconta una Marrakech autentica, spirituale e al tempo stesso modaiola. Condita di umanità e forti sentimenti. Pagina dopo pagina vi lascerete condurre lungo i quartieri (più di cento percorsi tematici in Medina), all’interno dei palazzi (oltre cinquanta riad illustrati), oggi splendide dimore per viaggiatori instancabili gestite, per la maggior parte da stranieri che hanno fatto rivivere il loro splendore, unendo tradizione a modernità. Il libro, vi immergerà in un continuum di decori architettonici arabo andalusi, di opere di straordinario artigianato locale e design glamour. Veri e propri musei in cui la tradizione e lo spirito di chi li abita convivono anche negli arredi.
Un viaggio curioso e davvero insolito nella straordinaria Medina medievale dove l’autrice ha vissuto otto mesi, addentrandosi nei souk della città e della sua periferia per raccontarne gli odori e i sapori. Tante curiosità sullo shopping intelligente e di qualità che vi porteranno a scoprire gli ambienti più ricercati, in cui lo stile tradizionale si mescola al gusto occidentale. Consigli per trascorrere un weekend tranquillo in spazi benessere, in mezzo al nulla, o dove abbandonarsi a gommage di savon noir e maschera per capelli.
Sessanta escursioni fuori Marrakech, fino ad esplorare nuove avventurose rotte lungo le sommità dell’Atlante ai confini del deserto del Sud. Tante mete da non mancare per le più variegate attività sportive e culturali. Cinquanta ricette della tradizione marocchina, i migliori consigli su dove affinare il palato gustando la cucina dei riad o imparare a dosare le spezie (è questo il segreto dei piatti tipici). Barbara riporta i consigli di chi Marrakech la vive ogni giorno, da anni, per scoprire l’autentica città imperiale, lontano dalla ‘aureola’ commerciale o mercantile che la riveste.

Barbara Bertuzzi, nata a Bologna, la città dove vive, è giornalista pubblicista e viaggiatrice appassionata. Attenta ricercatrice di antiche tradizioni popolari e cultrice di gastronomia, ha pubblicato "Cucinare alla bolognese" e "Bolognese Cooking Heritage" 2004, "Il manuale di cucina bolognese" 2006 e la guida dedicata al turista del golf, "Il grande libro del golf in Italia" 2005. Per la Radio Televisione Italiana ha condotto la rubrica "Storia del cibo". Sedotta e rapita da Marrakech, dal suo valore storico talora inespresso e nascosto, ha abitato per otto mesi in un dar all’interno delle millenarie mura.