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"BrunoriDopo l’apertura dei Cera Lacca, neonato duo tranese, sorto dall’unione di due musicisti provenienti dalla nota band dei Gardenya e dalla collaudata Bandaddati, sul palco del Teatro Kismet Opera di Bari, per il terzo appuntamento della rassegna musicale Fuori Tempo, è salita la Brunori Sas. La piccola azienda familiare messa su dall’imprenditore Dario Brunori, dopo aver conquistato il pubblico con il primo disco, Vol.I, torna nel modo meno scontato scegliendo di chiamare il nuovo album “Vol.2” e raccontando storie di “Poveri Cristi”!
Una volta sul palco, la squadra al completo, (la copertina di questo secondo album mostra, infatti, un’insolita formazione di calcio tra cui compaiono, accanto a calciatori, una coppia di sposi e i relativi parenti ed amici), ha attaccato con Italian Dandy, una mancata storia d’amore raccontata con una malinconia leggera e ironica, stemperata da più di un sorriso che ha trovato subito seguito nel pubblico.

Tra una battuta e una risata il cantautore calabrese ha presentato, poi, la sua ditta, Mirko Onofri al sax ed altri fiati, Stefano Amato al violoncello e alla chitarra, Massimo Palermo alla batteria, Dario Della Rosa alle tastiere e Simona Marrazzo, corista e compagna. Ed insieme hanno raccontato il delirio d’amore e di lavoro del personaggio di “Rosa”, la storia de“Il giovane Mario”, un padre di famiglia che si gioca tutto lo stipendio e decide di uccidersi, e ancora, le preghiere di “Paolo” che cerca disperatamente moglie. Il tutto su musiche che hanno acceso il pubblico, ogni volta più partecipe, catturato dalle parole di Brunori che, in “Nanà” (titolo su cui l’artista stesso ironizza per l’originalità), canta “Perché la mia non è una vita speciale/E molto spesso me la devo inventare/Perché la mia non è vita speciale/Ed è per questo che la voglio cantaaa-re”, così, semplicemente e senza troppi giri di parole.
"BrunoriArriva poi la parte più melensa e da romanticoni, come la definisce lo stesso Brunori, con “Fra milioni di stelle”, “Una domenica notte” e “Come stai”, che porta con sé l’incertezza, che vive ciascuno di noi, di dare una risposta diversa e inusuale a “la frase d’esordio del mondo”.
Tornando, poi, su ciò che sta davvero a cuore ad una impresa che punta al profitto, la Brunori Sas esorta il pubblico a gridare, più che le proprie canzoni, gli IBAN di ciascun spettatore..ritornerà di certo più “utile”!
E’ infatti il momento de “L’imprenditore”, che si deve adeguare a lavorare ore ed ore mentre, dall’altra parte, c’è lo sfogo del personaggio di “Animal Colletti”, senza un lavoro, senza una casa e senza una donna, figure che procedono per inerzia e che hanno come unico obiettivo la sopravvivenza quotidiana.
Non poteva mancare “Lei lui e Firenze”, il fascino della canzone perfetta dall’amara intimità di questo “Vol.2”, – raccontato con bravura letteraria e riferimenti cinematografici – oltre che “Guardia ‘82”, pezzo d’esordio del 2009 che narra la dolcezza di un amore che nasce e un’estate che muore.
Due ore di musica non stop, di canzoni che raccontano determinate storie, in un determinato modo e in un determinato tempo in cui è difficile non ritrovarsi soprattutto nel momento finale quando, l’imprenditore Brunori, in anteprima assoluta, rilascia una dichiarazione eclatante: “vi assumo tutti”, senza se e senza ma, senza aver bisogno di inviare curriculum in chissà quale formato e che attesta chissà quali conoscenze informatiche, linguistiche, etc.., ma semplicemente per essere stati lì, presenti e calorosi a condividere una serata di musica con i Poveri cristi, contenti di essere tornati, ancora una volta nel capoluogo barese.

Foto di Tatiana Branca