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"Al“Dovevamo portare la Puglia, con tutte le sue cose bontà, a quei clienti che cercano cose più buone”. È questa l’idea che ha spinto un’equipe di professionisti ed imprenditori a portare avanti il nuovo progetto di ristorazione “Oolivoo”. Qualche giorno fa è stato inaugurato in piazza del Ferrarese a Bari il primo ristorante, “Oolivoo”, di questa catena, considerato anche come il sogno di portare in Italia e all’estero l’enogastronomia pugliese. Le prossime aperture sono previste a Cellino San Marco, Taranto, Milano, Torino, San Pietroburgo e Londra. Il consulente enogastronomico Giacomo Giancaspro presenterà ai clienti dei sapori tradizionali in chiave contemporanea, una costante ricerca di prodotti tipici di alta qualità per ricette che rispettano la pugliesità. “Gli americani hanno creato il McDonald, ma non capisco perché i pugliesi che hanno una testa e due braccia, un corpo e due gambe proprio come loro, non debbano fare altrettanto” . Sono queste le parole di Al Bano Carrisi, anch’esso coinvolto nel progetto (insieme all’allenatore della Juventus Antonio Conte) e presente il giorno dell’inaugurazione di “Oolivoo” a Bari. Noi di LSDmagazine gli abbiamo rivolto qualche domanda:

È stato Lei a scegliere questo nome? “Oolivoo” nasce dall’idea di presentare, in Italia e in Europa, l’immagine dell’ulivo, simbolo pugliese?

In realtà io non ho scelto nulla, ho trovato il piatto già pronto e ho mangiato. Ho condiviso in pieno l’idea di Oolivoo. Il nome scelto rappresenta di certo la Puglia, rappresenta l’immagine del nostro albero sempre solido e forte, l’ulivo, che sfida le stagioni, il tempo, i venti, il sole e i brutti tempacci. Oolivooo inoltre è un nome si presta bene ad un gioco di significato, infatti aggiungendo ad “Oolivoo” una bella “d” otteniamo “Oolivood”, ovvero Hollywood.

Ci saranno altre aperture prossimamente non solo in Italia. Quale immagine della Puglia volete portare all’estero?

Vogliamo portare la bella Puglia che purtroppo non è una regione molto conosciuta. Ogni volta che ne parlo all’estero devo disegnarla, devo ricordare che qui c’è San Nicola, che qui sono nati grandi artisti come Rodolfo Valentino e Domenico Modugno. Io ricordo che una volta a Modugno chiesi: “Ma perché dici sempre di essere siciliano? e lui disse “Quando spiego la Puglia nessuno la conosce e allora ho deciso di far finta di essere parte del regno delle due Sicilie e ho detto di essere siciliano”.

Si parla spesso di fuga dei cervelli, di gente del Sud che va a lavorare a Nord. Come mai Lei ha una grande affezione per la Puglia?

Io ho fatto il discorso opposto, nel senso che sono andato al Nord, ho fatto quello che dovevo fare, mi è andata benissimo, amo tutto ciò che il Nord mi ha permesso di fare, ma poi ho sentito la necessità di ritornare alla base perché qui c’è quella fabbrica degli affetti che nasce spontanea e non costa assolutamente niente. Il motivo risiede nel solo gusto di nutrirsi degli affetti veri, delle amicizie vere, delle persone che ti hanno visto crescere e con le quali hai dei dialoghi semplici con il sapore della grande valenza.

Cosa si può fare per la politica che spesso, sulla base delle raccomandazioni e delle amicizie, non favorisce iniziative di questo genere?

Bisogna seriamente pensare come fare, come risolvere la situazione. In gran parte del mondo c’è la meritocrazia e dobbiamo tutti quanti credere che questa terra meriterebbe molto, ma molto di più. La Puglia è bella, è fantastica, ha un’ottima cucina e una posizione geografica invidiabilissima. Va bene la Lombardia, la Toscana, il Piemonte, ma deve necessariamente andare bene anche la Puglia.

Foto di Sileno Tancredi