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"AlfioVisitando il sito di Alfio Cangiani, art director, visual merchandiser e designer, ci si imbatte in una netta ripartizione fra attività che nascono dal cuore e attività che afferiscono al cervello. Poesia, fotografia e arti visive scaturiscono direttamente dal cuore, mentre pertinenti alla “parte razionale” sono design, grafica e vetrinistica. L’eclettismo freelance di questa personalità del panorama artistico non solo pugliese, ha recentemente incontrato quella che viene chiamata “decrescita felice”, in quanto opposta alla crescita e allo sviluppo consumistico. Una tendenza che sembra essere ben più di una semplice moda, infatti negli ultimi anni caratterizza il comportamento di una percentuale di abitanti del Pianeta che, forse, è in crescita.

Magari in Italia ancora una minoranza è interessata al Movimento della Decrescita, che tende a migliorare la qualità di vita di ognuno prediligendo scelte minimali rispetto al possedere il troppo e il superfluo, come un’economia del riciclaggio che avevamo perso dopo l’ultima Guerra mondiale. Un tipo di economia su cui era improntata la vita dei nostri nonni e bisnonni, quando nulla andava perduto e nulla si buttava, e tutto rientrava in un sistema scandito dalle stagioni, per lo più in armonia (almeno fino a un secolo fa) con la natura, prima che un modo di vivere insensato basato sulla competitività e sull’eccesso portasse il capitalismo al collasso e la maggior parte delle popolazioni del mondo alla povertà e alla fame.
Ad abbracciare in pieno l’etica del recupero e della decrescita dando una mano all’ambiente è Cangiani, il quale produce oggetti mai scontati né prevedibili, tutti basati su materiali riciclati. Questi prodotti non consumistici contraddistinguono allestimenti, arredamenti, progetti, vetrine, fino a diventare autentiche opere d’arte, ognuna fabbricata a mano e unica nel suo genere.

"AlfioLe mostre personali e collettive in cui questo “poeta della Decrescita” ha esposto i suoi oggetti fin dagli anni Novanta non si contano, come pure l’organizzazione di performances, readings, rassegne di poesia, di eventi con ospiti illustri come Riccardo Dalisi, non solo a Bari ma in Italia e anche all’estero.
In un’intervista risalente allo scorso inverno chiesi ad Alfio Cangiani cosa volesse fare da grande. Recentemente mi ha dato la risposta: continuare a propugnare la Decrescita felice insieme alla sua Factory e al gruppo di artisti Made in Puglia, persone dalle provenienze lavorative disparate, ma tutte accomunate dalla passione per l’ecologia, la manualità e il recupero, con cui da anni collabora.