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"José-Antonio-Abreu"Nel 1975 il musicista e pedagogista venezuelano José Antonio Abreu, partendo dalla semplicissima constatazione che avere in carcere un bambino nel sud del mondo costasse molto più che educarlo alla musica fondava El Sistema, (Fundación del Estado para el Sistema Nacional de las Orquestas Juveniles e Infantiles de Venezuela). Si trattava allora come oggi di un innovativo e collaudato metodo di insegnamento della musica ai giovani nei quali la musica assume un significato di primaria promozione sociale prima ancora che intellettuale. Si tratta tuttavia di uno strumento sociale molto simile a quello per cui videro la luce i primi conservatoti in Italia. Il termine conservatorio, infatti, deriva dall’usanza, nel XIV e XV secolo, di educare ad un mestiere gli orfani ed i trovatelli che venivano "conservati" presso asili, ospizi ed orfanotrofi di pubblica pietà. A legare indissolubilmente il termine "conservatorio" ad un luogo scolastico in cui la musica assume un ruolo preminente fu la pratica didattica nella città di Napoli. A Napoli operavano fino al tardo secolo XVIII ben quattro conservatori: "I poveri di Gesù Cristo", "La pietà dei turchini", "Sant’Onofrio a porta Capuana" e "Santa Maria di Loreto", più uno femminile denominato "dell’Annunziata". È in questi luoghi che si è consolidata e sviluppata la scuola musicale napoletana. Nell’Istituto "I poveri di Gesù Cristo", sorto nel 1599 per iniziativa del frate Marcello Fossataro, già nel 1633 erano registrati i nomi di un magister musicae e di un magister lyrae e la biblioteca era fornita di libri di mottetti e di madrigali; inoltre possedeva violini, tromboni, cornetti.

In apparenza, dunque, El Sistema di Abreu sarebbe qualcosa di doverosamente innato nella cultura italiana. Talvolta però il nostro benessere, di crapuloni e paludati occidentali abitanti il Nord del mondo, ci ha inibito lo sguardo facendoci ritenere scomparsa per sempre dai nostri territori, con l’indigenza economica, anche quella sociale e culturale. El Sistema di recente è stato importato anche in Italia, dove si parla da anni della possibilità di applicarlo nelle nostre periferie spesso disagiate e foriere, per questo, di manovalanza per la malavita organizzata.

Nel 2010 è nato ufficialmente il Sistema di Orchestre e Cori Giovanili in Italia. In attesa di una apposita legge dello stato che ne regolamenti le attività con la creazione di una apposita Fondazione, i proponenti hanno dato vita al Comitato Sistema delle Orchestre e dei Cori infantili e giovanili Onlus.

Nel 2011 grazie alla attività del noto musicologo Dinko Fabris e del maestro Francesco D’Orazio il Sistema è sbarcato in Puglia. A tenere a battesimo l’iniziativa sono stati il Comune di Bari, quale ente patrocinatore, e la Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari. Michele Emiliano, nella duplice veste di sindaco del capoluogo pugliese e presidente della Fondazione, è intervenuto nella conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa tenutasi nel foyer del teatro in data 25 novembre 2011. Le parole spese da Emiliano hanno riguardato l’impianto sociale dell’iniziativa, definita fortemente politica, infatti, il Comune di Bari e la Fondazione si impegnano a promuovere le attività del Comitato in Puglia e a promuoverne la prima manifestazione.

Una raccolta di strumenti musicali inutilizzati avrà luogo domenica 12 Febbraio 2012. Come ha spiegato Cecilia Balestra, responsabile, di Music Fund ogni strumento viene catalogato con un apposito codice controllato nelle sue parti meccaniche e revisionato e infine inviato nelle zone più bisognose del mondo secondo le necessità. I risultati della raccolta barese andranno devoluti non solo a progetti di Music Fund a favore di un paese del sud del mondo ma anche in parte ai nuclei pugliesi aderenti al Sistema e che attualmente sono:  MusicainGioco di Bari e Adelfia, Art Village di San Severo, Circolo A.C.L.I. di Trani e Coordinamento Bande Pugliesi di Martina Franca, quest’ultimo in attesa di riconoscimento.

Alla Conferenza Stampa di presentazione dell’iniziativa ha partecipato anche Roberto Grossi, Presidente di Federculture e del Comitato Nazionale del Sistema, Direttore Generale della Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia che ha lodato profusamente il Sindaco Emiliano per l’appoggio e la sensibilità dimostrata.