Tempo di lettura: 3 minuti

"De-Luca–Maggi"
"Arte a responsabilità illimitata" è il titolo del progetto alla base della seconda edizione del Premio LUM per l’Arte Contemporanea, che conclude quattro anni di seminari, laboratori e mostre, assegnando il Premio ex aequo a due dei 12 giovani artisti selezionati per la mostra finale: Tomaso De Luca ed Emiliano Maggi che presentano i risultati di una ricerca svolta rispettivamente nell’ambito della scultura e della performance. La mostra, inaugurata l’8 ottobre e che si chiuderà il 2 dicembre, è stata concepita dai dodici partecipanti appositamente per essere ambientata nel Teatro Margherita, uno dei luoghi-simbolo della città di Bari. L’esposizione presso il Teatro Margherita conclude un percorso iniziato nel 2010 con il convegno "A mezzogiorno dell’arte".

La prima edizione del Premio LUM, ha affrontato il tema “Cosa è e cosa non è arte pubblica” sull’arte quale fattore di rigenerazione urbana. La seconda edizione ha avuto un taglio più formativo: "L’arte a responsabilità illimitata" come coscienza critica della società, prendendo spunto da Beuys per il quale ogni individuo, come un artista, contribuisce alla "scultura sociale"collettiva.
La direzione scientifica del progetto è di Achille Bonito Oliva, il comitato scientifico è composto da Vito Labarile, Salvatore Lacagnina, Maurizio Morra Greco, Chiara Parisi, Cesare Pietroiusti. La mostra è curata da Giusy Caroppo, Stefano Chiodi, Caroline Corbetta, mentre Antonella Marino ha coordinato i laboratori e l’evento espositivo, al quale hanno partecipato gli artisti Nico Angiuli, Carola Bonfili, Thomas Braida, Tomaso De Luca, Loredana Di Lillo, Francesco Fonassi, Chiara Fumai, Martino Genchi, Emiliano Maggi, Nicola Nunziata, Carlotta Sennato, Valentina Vetturi. I due laboratori (Le orecchie non hanno palpebre e Perché non è importante essere un artista ma fare arte è l’unica cosa che conta), ai quali tutti hanno partecipato, si sono svolti a luglio presso la Biblioteca Provinciale di Santa Teresa dei Maschi, sotto la guida degli artisti Liliana Moro e Olaf Nicolai.

Uno dei due vincitori, Tomaso De Luca, ha presentato Floating (30 giorni per spostare una colonna): l’installazione è ispirata alla leggenda della colonna di San Nicola, reliquia in porfido custodita nella cripta della Basilica barese. Si tramanda che la colonna, appartenuta a una villa romana, dopo la sua demolizione fosse gettata nel Tevere e miracolosamente galleggiasse. Ritenuta miracolosa venne portata a Bari e adagiata in orizzontale nel basamento della basilica di San Nicola durante la sua costruzione. Una mattina fu rinvenuta in posizione verticale come a voler sorreggere le fondamenta dell’edificio.
Nel lavoro di De Luca, una colonna in cemento è posta orizzontalmente su una base di sapone. Una donna di Bari Vecchia, viene periodicamente a lavare la colonna, facendo sciogliere progressivamente la base. La colonna cambia posizione, rappresentando per l’autore un elemento architettonico semovente che però, contrariamente alla Colonna "Tomaso-De-Luca-Floating"Miracolosa, non sostiene nulla. Vi sono in Floating due forme di "affetto per la pietra": la liturgia che avvolge la Colonna di San Nicola, e il rituale pagano del lavaggio delle chianche, attuato dalle donne del Borgo antico.
De Luca è veronese, ma vive e lavora a Milano e a Roma. Sta per laurearsi in Pittura e Arti Visive presso NABA Milano. Ha partecipato a collettive a Milano, Monfalcone, Roma, Bologna. Nel 2010 ha esposto al MACRO di Roma.

Emiliano Maggi, vincitore ex aequo del Premio, ha presentato alla mostra una divinità canina: tre calchi in cera e resina di una mandibola di cane, posti su una base come la statua di un santo da venerare. L’installazione è illuminata da una luce stroboscopica, mentre il Te Deum eseguito con campanelli medievali fa da colonna sonora. Si tratta di un suggestivo omaggio a una creatura fantastica cui si rivolge la devozione dell’artista e di tutti coloro "che credono ancora e ancora si sentono ispirati dal mondo animale e da una libertà pura e selvaggia", secondo le parole dell’autore. La scultura simboleggia la fedeltà e la mansuetudine del cane, ma anche la sua ferocia.
Emiliano Maggi, romano, vive e lavora Roma. Ha esposto a Bologna, Milano, Los Angeles, New Orleans e al MAXXI di Roma.

Due edizioni intorno a due temi, quattro anni di seminari, laboratori e mostre sono serviti, secondo Vito Labarile, responsabile del Premio LUM, "a elevare il profilo di consapevolezza dei cittadini baresi intorno a una materia così complessa come l’Arte contemporanea, ma anche così necessaria a conseguire un alto grado di attrattività della città in campo artistico e culturale. I nostri comitati curatoriali…hanno selezionato per le mostre artisti giovani, promettenti e oggi molto affermati a livello nazionale e non solo. Abbiamo creato un ‘effetto community’ che ha contagiato gran parte della città".

PREMIO LUM PER L’ARTE CONTEMPORANEA
II EDIZIONE
8 ottobre-2 dicembre 2011
TEATRO MARGHERITA, Bari