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"NeilUnplugged ben prima che nascesse la fortunata serie di MTV, il Bridge Benefit di Neil Young ha organizzato show acustici di rara intensità sin dal 1986. The Bridge School Concerts esce a venticinque anni esatti dalla sua prima rappresentazione e cerca di compendiare in un doppio CD (ma esiste anche una versione video di ben 3 DVD), le migliori performance della rassegna benefica ideata e realizzata dal musicista canadese.

Neil Young è da tempo nell’olimpo dei grandi quando promuove la generosa causa. Raccoglie adesioni da parigrado della sua generazione e da band cresciute seguendo gli echi dei suoi feedback chitarristici.
Nel corso delle edizioni, sul palco californiano dello Shoreline Ampitheatre di Mountain View, si alternano nomi altisonanti. Bruce Springsteen, Pearl Jam, Paul McCartney, Rem, Dave Matthews, The Who, Thom Yorke, Metallica e Norah Jones, solo per citarne alcuni, onorano le serate con impegno che tramuta l’astrattezza dell’arte in una testimonianza dall’esito tangibile. Senza l’ausilio di strumenti elettrici (o quasi), ogni set raccoglie interpretazioni investite da luce nuova. Born In The U.S.A., di Springsteen, esordisce spoglia da synth e ritmica apocalittica, pur senza perdere la proverbiale vibrazione energetica. Better Man, ad opera di Pearl Jam alquanto compìti, è ballata che ricuce i lembi malinconici di testo e musica solitamente slegati nelle convulse esecuzioni live. Capitolo a parte è quello che riguarda l’esibizione dei Rem con Neil Young. La Country Feedback già edita era in grado di stringere il cuore in una morsa spossante: quella qui proposta rifiuta ogni indulgenza e lo riduce in brandelli dopo cumuli di sofferenza.

La struttura organizzativa della scuola molto ha fatto, e molto ancora si propone di compiere, per aiutare bambini affetti da pesanti menomazioni. Determinati a migliorare le condizioni di vita dei due figli affetti da paralisi cerebrale, Neil e sua moglie Pegi, sostenitori del progetto sin dagli albori, hanno cercato di sopperire ad un vuoto istituzionale sponsorizzando una scuola idonea a garantire socialità e istruzione a giovani portatori di handicap. Alla base del programma resta la raccolta di fondi, principalmente alimentata dai concerti, da destinare alla Bridge School (http://bridgeschool.org/). I proventi assicurano concrete imprese: l’acquisto di supporti capaci di consentire la deambulazione anche a gravi invalidi e la fornitura di tecnologie – software e vocoder – che permettono la comunicazione a chi, altrimenti, rimarrebbe isolato nel silenzio.

Tutt’altro che sensazionalistici, i Bridge School Concerts non cavalcano l’onda di facili emozioni. Restituiscono dignità morale all’arte e nobilitano la musica commerciale.
Una retrospettiva da acquistare per la valenza artistica e, quasi inutile specificarlo, per quella filantropica che concederà, una volta di più, di finanziare l’attività della fondazione che tanto deve al Crazy Horse Neil Young.