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"hermanCome ci vede un medico di famiglia? Il suo punto di vista è il nucleo centrale di "Villetta con piscina", il nuovo romanzo dell’olandese Herman Koch, l’autore de "La cena" che presto diventerà un film.

Marc Schlosser riceve i suoi pazienti dalle 8 e mezza all’una, a ognuno dedica venti minuti mettendo in scena una parvenza d’interesse per i loro malesseri. Fino ad arrivare al punto di nascondere il cancro a una star tv portandola al suicidio.

«Dal punto di vista medico siano organi piuttosto che esseri umani?» dice all’ANSA Koch, che è stato fra i protagonisti dell’ultimo Festivaletteratura di Mantova. «Il medico di famiglia è un primo soccorso, ti può portare fino al primo garage. Questo può sviluppare un enorme senso di frustrazione che porta ad odiare i propri pazienti. Forse nei paesini i medici di famiglia sono ancora rispettati mentre il dottor Schlosser viene usato da persone egocentriche e questo rende la sua umiliazione ancora più grande».

Cinico e spietato, dopo "La cena", che raccontava le scelte drammatiche a cui un gruppo di adolescenti costringe i genitori, Koch racconta un’altra storia a tinte forti confermando ancora una volta che questo è il miglior modo per dar voce alla nostra realtà sociale.

Delle sue famiglie terribili dice: «Non sono pazze ma neppure normali. Noi siamo più simili a loro di quanto si possa immaginare. Il cinismo mi permette di far dire la verità ai miei personaggi. Nei miei libri mi piace mostrare come una persona che sembra buona invece si comporti e faccia le cose peggiori e viceversa».

Anche le situazioni estreme in cui si spinge lo scrittore e giornalista, noto anche come autore televisivo, sono il cuore dei suoi romanzi: «La nostra è una società agli estremi. Una volta a 16-17 anni si partiva per il fronte a milioni e si moriva. Oggi leggi sui giornali che due adolescenti hanno picchiato a sangue un barbone. La società individualista porta alla solitudine, alla pazzia. È questo il prezzo da pagare». «Se dobbiamo parlare di qualche progresso», si può trovare nel fatto che oggi, continua lo scrittore, «è più difficile convincere le masse a fare qualcosa. Nei miei libri le famiglie non sono governate dall’individualismo, sono più primitive, tribali ed hanno dunque come scopo la protezione del nucleo familiare».

Ispirato a un fatto realmente accaduto, "La cena" è in fase di sceneggiatura. «Io non "villettavoglio per nulla farne parte. È giusto che il regista abbia la sua libertà. È sbagliato coinvolgere lo scrittore come è successo con Harry Potter a cui ha lavorato la Rowling. Il risultato sono stati film eterni, di 3-4 ore». Per "Villetta con piscina", Koch ha ricevuto «varie proposte ma nulla di concreto per ora. Mentre – spiega – il regista de "La cena" si sta decidendo ora. La produzione è californiana indipendente con il coinvolgimento di produttori tedeschi e italiani». La sceneggiatura, fa capire lo scrittore, è dell’olandese candidato all’Oscar per quella del film "Il colore viola" di Steven Spielberg, cioè Menno Meyjes.

Il prossimo libro di Koch pone una questione sul senso di responsabilità. «E’ la storia di uno scrittore che ha scritto un libro su un professore ucciso dai suoi studenti. Il fatto succede davvero anni dopo e gli studenti dichiarano di essersi ispirati al romanzo» spiega l’autore. E aggiunge: «come il folle norvegese che ha fatto una strage di ragazzi in Norvegia e ha citato libri e film fra cui Lars von Trier e William Dalrymple. Non ho ancora idee chiare né preconcette al riguardo. Sto scrivendo per capire davvero cosa ne penso».