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E’ intorno al pianoforte, strumento tradizionale, ma capace di cogliere ed esprimere al meglio le “fibrillazioni della contemporaneità”, che si sviluppa quest’anno il programma di “Time Zones – Sulla via delle musiche possibili”, manifestazione che si svolgerà a Bari, dal 4 al 19 novembre.
Ha esordito così il direttore artistico Gianluigi Trevisi, presentando presso la Sala della Giunta del Comune di Bari la XXVI edizione della rassegna barese. Da sempre orientata alla musica d’avanguardia, Time Zones torna – dopo i festeggiamenti dei 25 anni celebrati lo scorso anno con grandi mostre ed un programma fitto di eventi – ad una proposta molto mirata, volta ad accogliere compositori/pianisti, alcuni molto giovani, capaci di dar voce alle convulsioni della poliedrica e multi sfaccettata contemporaneità.
Alla conferenza stampa è intervenuto Gianluca Paparesta, assessore al marketing del territorio del Comune di Bari, il quale ha sottolineato come, nonostante i tagli e i problemi economici che stanno fortemente riducendo le risorse finanziarie a disposizione, l’ente locale è impegnato a sostenere e punta a mantenere alto il posizionamento della rassegna Time Zones, la cui notorietà e qualità musicale è ormai nota a livello internazionale ed è in grado di assicurare un’efficace ricaduta sul territorio in termini economici. Non è di poca rilevanza, a suo avviso, il fatto che, alla luce dei recenti avvenimenti, si parli di Bari in termini di proposte culturali e non solo di cronaca nera e/o giudiziaria. Elio Sannicandro, assessore comunale all’urbanistica e allo sport, ha poi sottolineato che un’intera generazione è cresciuta con Time Zones, educandosi a conoscere e apprezzare i grandi artisti che ne sono stati protagonisti. La rassegna, infatti, ha rappresentato, fin dai suoi esordi, una sorta di finestra sul mondo per i pugliesi, incuriositi ad una cultura di nicchia, che, piano piano ha reso possibile una vera e propria crescita del gusto e della coscienza artistica della società.
Trevisi hai poi proseguito illustrando il programma della manifestazione, che si aprirà il 4 novembre con il “muro di melodia e sogno” dei sei pianoforti del Piano Circus, a cui seguirà, il 12 novembre, la performance di Azita, artista il cui nome è stato a lungo associato alla destrutturata no-wave di Chicago, e Vladislav Delay, che unisce sperimentazione e amore per il beat, ballabilità e melodia. Il 13 novembre sarà la volta di Valerio Vigliar, autore della colonna sonora de “L’Ultimo Terrestre”, film tra i più sorprendenti dell’ultimo Festival del Cinema di Cannes, che si esibirà con Mirko Signorile e Giovanna Carone, protagonisti di “Betam Soul”, un titolo che ricuce il rapporto tra testo e musica, tra anima (soul) e paradiso (tam ganeydn). Il 15 novembre suonerà l’autore delle musiche del favoloso mondo di Amelie, Yann Tiersen e la sua band. Il 17 novembre Diego Morga, compositore per danza contemporanea e per cortometraggi, suonerà con Agnes Oboel, una giovane cantautrice danese che ha appena debuttato con l’album “Philharmonics”.
Il 18 novembre sarà la volta dell’opening act “Synusonde”, piano ed elettronica, accanto a Bugge Wesseltoft & Henrik Schwarz, connubio tra house tedesca e electro-jazz norvegese. Concluderà la rassegna, il 19 novembre, lo spettacolo di Nils Frahm, uno dei musicisti preferiti di Thom Yorke dei Radiohead, e le sonorità del musicista e compositore statunitense Dustin O’Halloran with Strings.
Questa edizione di Times Zones si svilupperà in diversi contenitori culturali della città: un ruolo centrale spetterà al teatro Forma, che ospiterà la maggior parte degli appuntamenti, mentre inedita è la location della Chiesa di Santa Teresa dei Maschi che, grazie ad una deroga della Curia, diventerà essa stessa parte dello spettacolo, incorniciando i concerti nel suo stile barocco. La scelta inoltre dell’auditorium del multisala Showille appare, allo stato dei fatti, la più appropriata per qualità di acustica, materiali impiegati e soluzioni architettoniche, non avendo la città di Bari, ad oggi, la disponibilità del teatro Kursaal e dell’Auditorium “Nino Rota”, la cui riapertura, prevista nel dicembre 2011, slitterà nuovamente a data da destinarsi.
Ancora una volta, secondo Trevisi, l’elemento determinante ai fini della realizzazione e riuscita della rassegna si conferma la qualità del rapporto interpersonale stabilito con gli artisti, la scelta cioè da parte degli organizzatori di superare le complicazioni e i costi dei meccanismi legati alle agenzie, grazie all’autenticità delle relazioni di amicizia e di stima. Una politica che si è rivelata vincente dal momento che Time Zones, sostenuto con finanziamenti del Comune di Bari e della Regione Puglia e fortemente dipendente dai fondi FESR della Comunità Europea, ha sempre mantenuto una valutazione elevata rispetto ad altre manifestazioni culturali, anche se comunque inadeguata al livello artistico elevatissimo che la rassegna ha offerto ed offre alla città.
Anche quest’anno, infine, l’immagine simbolo di “Time Zones – Sulla via delle musiche possibili” è un’opera d’arte – un olio su lino che l’artista, Valeri Tarasov, ha donato all’Associazione – raffigurante una donna di spalle in cammino verso l’ignoto, metafora significativa dei tempi incerti che viviamo.

La foto è di Tatiana Branca