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"JoeLSDmagazine ha in esclusiva incontrato Joe Ontario (www.joeontario.it) per una intervista; artista davvero straordinario, poliedrico e dalla forte personalità.

Grazie Joe per aver accettato l’invito ad una intervista per il nostro magazine. Vorrei chiederti di illustrare ai lettori – brevemente – il percorso di crescita musicale che ti ha accompagnato sin dalla adolescenza e che ti ha condotto ai successi dei giorni attuali.

Grazie a Lei per avermi contattato. Essere breve? Cercherò. Sono nato in provincia di Bari e intorno ai 2 anni i miei genitori si sono trasferiti in Canada per motivi di lavoro. Sono rimasto a Toronto sino alla fine delle elementari e l’inglese è stata la mia madrelingua. Da bambino ricordo limpidamente l’autoradio di papà che suonava Suspicious minds e In the ghetto quando andavamo da una parte all’altra di Toronto. In Italia frequento la scuola sino al diploma, supero qualche esame universitario, servizio militare e poi nel 1984, a circa 10 anni dal mio arrivo in Italia, ritorno in Canada per lavoro. Lì incontro Cathy che sposerò a Toronto 3 anni dopo. La musica non l’ho amata subito ed è stata proprio la morte di Elvis a farmela scoprire a 15 anni. A 18 anni canto ovunque e nel 1981 firmo il mio primo contratto discografico, e pubblico What’s on your mind e Don’t cry no more l’anno seguente, cantandolo ad Azzurro dal Petruzzelli con la RAI2. Nell’’84 vinco il primo premio all’Elvis National Fan Club di Recanati. Avrò l’onore nel1987 di cantare davanti al sindaco di Westminster di Londra e l’anno seguente all’Hilton Hotel di Toronto per 2 volte. Nel 2000 partecipo al CHIN INTERNATIONAL PICNIC di Toronto; “apro” lo spettacolo per Manuela Villa e l’anno seguente per Enrico Ruggeri; non ho mai cantato davanti ad un pubblico così grande. Negli anni successivi interpreto Elvis in maniera seria e professionale e divento uno dei migliori 80 al mondo. (Libro pubblicato negli USA dal titolo “ALL THE KING’S MEN”). Elvis mi sta aiutando a farmi conoscere in giro e grazie alla sua musica (e alla mia voce) gli spettacoli sono spesso dei “SOLD-OUT”, come il Teatroteam di Bari ed il Teatro Regio di Parma, per citarne un paio. Ho scritto ben 103 canzoni e ne canto sempre qualcuna durante i miei concerti presleyani. Tengo a sottolineare che se potessi fare solo Joe Ontario e cantare solo le mie canzoni, lo farei ed abbandonerei l’interpretazione di Presley. Nel 2007 volo a Francoforte per partecipare ad un programma TV dedicato al “RE” per la BBC, rappresentando l’Italia. Nel 2008 esce il mio primo cd “JOE CANTA ELVIS” ma l’anno seguente entro in studio ed incido un album con 7 delle mie preferite composizioni, scelte tra le 103 da me scritte; l’album si intitola “HERE I AM” (itunes, amazon, zune e lulu) come il titolo del secondo brano dell’album ed è una ballata meravigliosa. Nello stesso anno Marco Chierici (scrittore di Parma) scrive la mia biografia ed il libro viene pubblicato con il titolo: “BLACK CREEK” – Joe Ontario, l’uomo con la voce di Elvis. (www.lulu.com). In questi giorni stiamo organizzando un paio di shows con la mia band milanese (TCB BAND ITALY) e uno di questi sarà a Piacenza dove sarò accompagnato addirittura dai mitici Jordanaires (i primi 4 coristi maschili di Elvis).Mi vengono in mente altre 10.000 cose, ma mi fermo qui, anche perché non vorrei annoiarLa.

 Quando hai scoperto di avere una anima “rock’n roll”? A quale età hai deciso di voler trasformare una passione musicale in una professione?

A 15 anni muore Elvis e i miei genitori acquistano il primo impianto hi-fi. Lo stesso giorno compro 2 LP di Elvis e me ne innamoro. Io nasco prevalentemente come cantante e questo è forse il segreto di tutto. Io interpreto Elvis perché ho la mia voce e non il contrario come fanno centinaia di imitatori. Fare Elvis, senza “scimmiottarlo” come fanno in molti è la cosa più importante. Nel pubblico spesso abbiamo visto gente piangere e le migliaia di e-mails che ci arrivano spesso recitano la frase: “Grazie a te Joe, oggi abbiamo potuto rivedere Elvis”. Credo che se si riesce a dare le giuste emozioni dallo stage e vedere tanti fans piangere in platea, allora ho raggiunto il mio scopo. E’ questo ciò che mi fa continuare….Da quando lo faccio professionalmente? Beh, da una vita, credo. 

La tua “crescita” professionale e artistica è stata segnata da svariati riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, con particolare riferimento alle cover di Elvis da te interpretate con incredibile somiglianza. Quanto ti porti dentro del “The King on Stage”, intendo dire del suo modo di fare e della sua personalità? Quale è secondo te il tratto più significativo del suo genio artistico?

Elvis, Tom Jones, Engelbert Humperdinck sono stati i miei modelli di sempre. Di Elvis mi porto dentro il suo modo di cantare. Non si possono cantare quelle canzoni senza far passare la voce prima dal cuore; ecco, questo è quello che più mi porto dentro di lui. Elvis è ormai leggenda. Una stella che brilla nel cielo. Credo che gran parte della sua fama sia anche dovuta alla sua prematura scomparsa ma devo ammettere che il tratto più significativo del suo genio artistico è stato il suo carisma, che unito alla sua meravigliosa voce, diventava devastante. Obiettivamente, devo ammettere di non aver mai visto un uomo più bello di Elvis Aaron Presley!

Joe, hai lavorato con colleghi di fama internazionale, icone della musica rock mondiale; hai avuto la possibilità di esibirti dinanzi a parterre sorprendenti. Riesci a trasmetterci una parte di quelle emozioni e soprattutto ci dici quanto quelle platee hanno arricchito il tuo “bagaglio” personale?

Non ci sono per me, concerti più importanti di altri, e credo che ognuno di essi abbiano costruito ed arricchito il mio bagaglio musicale con la stessa intensità. E’ chiaro però che percepisci l’importanza di un concerto grosso rispetto ad uno più “intimo”. Per me ogni show è sempre il primo, pieno di insicurezze, paure e adrenalina a 1000! Mai sia non fosse così.

Puoi raccontare ai lettori quali siano i tuoi progetti di qui al futuro sia sul fronte dei live shows che sul fronte discografico?

A molti dico che non suono spesso ma che mi piace suonare bene; nel senso che preferisco organizzare concerti dove poter dare al pubblico il massimo! Per questo motivo non ho una scaletta di 100 shows da pubblicare su internet. Sono in programma concerti a Piacenza e Assago (MI) tra qualche mese ed un buon contatto per uno spettacolo in un grosso teatro, nel barese. Per quanto invece concerne il “fronte discografico” è sul mercato il mio cd “HERE I AM” di cui ho parlato prima, citando i vari contatti (ON-LINE STORES), per poterlo acquistare. Non dovrei essere io a dirlo, ma è sicuramente un prodotto da ascoltare.

 Joe una ultima domanda ma non meno importante delle altre. Tu sei riuscito ad arrivare al successo e oggi sei riconosciuto quale artista di  riferimento nel suo ambito. Quanto è importante credere nei propri progetti e in se stessi? Cosa vorresti dire a tutti i giovani che cercano –  attraverso i numerosissimi  talent show – di raggiungere il successo in ambito discografico?

Caro Flavio….bella domanda. Le devo confessare che io stesso “lotto” tra l’essere molto popolare ed il non essere famoso. L’importante è accontentarsi e soprattutto divertirsi. Voglio dire a tutti i giovani di amare la musica, chiaramente credendo profondamente in quello che fanno, e di non pensare mai al grande successo…se arriva, tanto di guadagnato, altrimenti…..

Io non credo nei talent shows e mi scuso con tutti quelli che non la pensano come me. Oggi vedo molta gente che va in TV e vale poco, molto poco e non sicuramente perché è brava. Non esistono più gli impresari, e i discografici sono rarissimi e ormai fanno parte solo di grandissime etichette discografiche. C’è poca trasparenza nel mondo dello spettacolo e sono pochissimi gli artisti che riescono a fare strada per la loro bravura, per cui continuo a dire ai giovani di fare tutto con grande cuore e di divertirsi ogni qualvolta che devono affrontare il loro pubblico. Grazie ancora per avermi dato la possibilità di essere intervistato and God bless. Love, Joe.
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