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"CustodiGiunge ad importante punto di raccordo, dopo aver pubblicato 5 romanzi, l’interessante studio del giovane Piero Magaletti il quale con estrema franchezza – eppure imbevuta di profonda conoscenza della storia egizia – presenta “Custodi dell’immortalità”, un saggio davvero interessante edito da Bastogi (99 pagine) che partendo da quesiti irrisolti cerca di analizzare ciò che la storia ci ha voluto consegnare solo in parte. E sicuramente questo lavoro è mosso dalla sete di conoscenza che ne anima l’autore, il quale pur non considerandosi un archeologo si definisce un Viaggiatore dell’Incognito un vero e proprio studioso che disseta il suo bisogno di conoscenza alla fonte più alta: quella cioè arroccata nel sottile confine che demarca la scienza dall’impossibile, per antonomasia la fonte che nasconde le verità più straordinarie.

Il punto di partenza della ricerca è racchiuso in una serie di domande che riguardano il passato ma soprattutto il futuro del genere umano; in questo scenario ecco il trasversale taglio dello studio delle piramidi, edifici monumentali talmente importanti a tal punto da considerarle – parliamo delle Piramidi di Giza – quali spartiacque tra una “pre-vita” e una “vita postuma” rispetto alle stesse.

Il dubbio nasce proprio qui:nel considerarle o meno edifici funebri piuttosto che parzialmente tali; da cosa è supportata la teoria di Robert Bauval secondo cui le piramidi riproducano sulla terra le tre stelle della cintura di Orione? E ancora: la autorevole ipotesi di Pincherle – secondo cui la Piramide di Cheope custodisca gelosamente al suo interno un pilastro di granito alto 60 metri denominato ZED è attendibile? E’ cioè possibile che le Piramidi di Giza portino con sé segreti mai svelati?

Magaletti e il suo studio diradano le nubi,mettendo da parte quanto asserito dalla egittologia ufficiale, proponendo un audace viaggio tra astronomia, posizionamento delle Piarmaidi di Cheope, Chefrene e Micerino, quello della Sfinge e massoneria.

Dunque il distretto di Giza nasconde alcuni segreti; nel 1603, Bayer uno dei padri della astronomia moderna assegnò con i suoi studi a ciascuna stella una lettera dell’alfabeto greco; qui una prima chiave di lettura nel constatare che le tre lettere della cintura di Orione furno Z, E e D.

Un non-caso se si pensa che le stelle censite furono ben 1277 e di seguito se ne comprenderà il perchè.

"CustodiZED – infatti – è il nome che Pincherle attribuisce al pilastro di granito nascosto nella Piramide di Cheope; non solo.Le parole Piramide e Medjedu (in egizio Cheope) sono accomunate dalla stessa etimologia che indica il membro virile. Risulta quasi una equazione il fatto che lo ZED fosse proprio quel membro virile (di Osiride) che idealmente animava un rapporto cielo/terra. La evocazione di questa copulazione aveva lo scopo di condurre l’anima del Faraone nella costellazione di Orione che – appunto – non raffigura un uomo ma la dea Iside cioè la sposa di Osiride.

Le tre piramidi sono il simbolo – ci spiega Magaletti – di un percorso di conoscenza che dalla morte riportava alla vita, che dalla ignoranza conduceva alla conoscenza; l’altezza delle tre camere che ospitano i sarcofaghi è crescente se osservata da un punto di vista definito.

La Piana di Giza ospitava la cerimonia del rito che per essere celebrato necessitava di un sacrificio umano, quello del faraone stesso; cerimonia che era scandita da due fenomeni celesti. In particolar modo la sua conclusione rivelava la rinascita del defunto sovrano sotto le spoglie di uan stella nel cielo e di conseguenza l’incoronazione del nuovo Horus sulla Terra.

Questo rituale – come ci rivela “Custodi dell’immortalità” – ha lasciato praticamente tracce dappertutto in manuali, scritti, segni, simboli, un atlante stellare per decine e decine di secoli; qui, in questo scritto di Magaletti, questa nuova teoria è basata su prove non confutabili: l’analisi approfondita della storia di un popolo straordinario che ha inteso trascendere la natura mortale attraverso la edificazione di altrettanto straordinari edifici.

Gli studi di Bauval, le prime teorie di Pincherle (che si occupa della prefazione del testo) e poi con questo saggio davvero importante una nuova spinta che rompe gli schemi della egittologia tradizionale per riproporre con vigore una rivisitazione, una interpretazione non casuale ma basata su dati riscontrabili.

Piero Magaletti colpisce e affascina il lettore, avvolgendolo e appassionandolo ad un mondo che ha fatto “suo” ma che al contempo racchiude alcuni tra i misteri più fitti che il genere umano abbia ancora non compreso del tutto; e sicuramente in questo senso l’autore ci aiuta dandoci spiegazioni frutto di anni di studio.

Aspettiamo la nuova sfida che vorrà allora lanciare l’autore il quale ci indica il percorso della conoscenza come indispensabile all’indole umana ricordandoci che nulla è per caso: proprio come Zeta, Epsilon e e Delta ad indicare le tre stelle della cintura di Orione.