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I reali britannici erano cannibali. E’ questa la sorprendente affermazione contenuta in un nuovo libro di un ricercatore che ha studiato cannibalismo a scopo medico, scoprendo che nel 17/esimo secolo molte persone benestanti nel Regno Unito e in Europa si cibavano di parti umane a scopo curativo.

Richard Snugg, questo il nome dello studioso dell’Università di Durham, ha rivelato che tra i rimedi in auge vi era la muffa che cresceva sui teschi di soldati morti, usata a quanto pare per curare le emorragie al naso. «Una cosa che viene raramente insegnata a scuola e della quale esistono prove letterarie e storiche è questa: re Giacomo I rifiutò la medicina derivata dai cadaveri, Carlo II produsse invece i suoi farmaci da cadaveri, mentre dal cadavere di Carlo I si estrassero invece medicinali», ha detto Snugg.

A re Carlo II la cura dei teschi sarebbe piaciuta così tanto che ne acquistò la ricetta e trasformò alcuni teschi nel suo laboratorio privato. Il preparato che ne derivò, presto battezzato con il nome di «gocce del re», venne utilizzato anche contro l’epilessia, le convulsioni e i disturbi al cervello e somministrato ai moribondi. Re Carlo lo assunse sul suo letto di morte nel 1685 e così fece anche la regina Mary nel 1698.

Snugg ha aggiunto: «Oltre a Carlo II, tra gli altri eminenti utilizzatori di questi farmaci vi sono Francesco I, John Banister, medico di Elisabetta I, Elizabeth Grey, contessa del Kent, Robert Boyle, Thomas Willis, Guglielmo III e la regina Mary».