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Nella galleria Muratcentoventidue, a Bari, è stata inaugurata la personale di Chiara Fumai Valerie Solanas non è nata ieri, curata da Antonella Marino. Si tratta di un “non racconto” sull’evasione della Fumai da un carcere olandese dove, nel 2008, rimase trenta giorni.
L’artista pugliese ha studiato architettura al Politecnico di Milano e ha frequentato il Corso Superiore di Arti Visive presso la Fondazione Ratti di Como. Nella sua prima mostra, Tutto giusto del 2008 presenta una retrospettiva discografica attribuita dall’artista a suo padre, Nico Fumai. Dal 2010 collabora con l’americana Annie Jones e nello stesso anno ha fondato la Scuola Iniziatica Smithiana in onore dell’artista Jack Smith (1932-1989). I suoi lavori sono stati in diversi musei e gallerie, fra cui il MACRO a Roma.
Comune denominatore delle opere di Chiara Fumai è lo spiazzamento.
Nella prima sala della galleria Muratcentoventidue veniamo accolti da una sonorizzazione che sovrappone alle parole del mago Houdini, abile nel liberarsi da costrizioni, il testo di una lettera della rivoluzionaria comunista Rosa Luxemburg, scritta in prigione alla moglie di Karl Liebknech, in cui la Luxemburg autrice afferma il proprio antispecismo, in opposizione alla teoria secondo la quale gli animali sono inferiori agli uomini. Toccante è la descrizione che la Luxemburg fa dei bufali maltrattati concludendo: “Ho visto la guerra in tutto il suo splendore”. Sulla parete della sala figurano le scritte dei carcerati che circondano una foto della prigione.
La seconda sala accoglie l’installazione vera e propria, che consiste in una corda lunga dodici metri, formata da stracci cuciti insieme, presi dal guardaroba dell’artista che se ne servì per evadere dal carcere. In un angolo c’è la “casetta di Hansel e Gretel”, con un coniglietto di gomma davanti alla porta. Ad intervalli regolari, si ode la voce registrata dei due prigionieri. L’installazione è completata da una coperta che copriva l’artista durante la fuga, e da un video intitolato The girl with the blanket, che la riprende mentre scappa.
Non è importante sapere se gli eventi ispiratori della mostra siano realmente accaduti, e in che misura la Fumai abbia attinto alla propria immaginazione: quello che conta è come il tutto sia stato gestito e tradotto nel linguaggio dell’arte. I personaggi che compaiono nella messa in scena, non ultima Valerie Solanas cui si ispira il titolo, famosa per aver sparato a Andy Warhol, sono accomunati dal fatto di essere prigionieri proiettati verso la fuga, oppure di essere antispecisti.(come la Luxemburg e la Solanas). Così il mago Houdini, del quale la Fumai sostiene di essere assistente, la Luxemburg, Sophie Liebknecht, Hansel e Gretel e la stessa artista, fanno parte di un racconto non privo di una ambiguità sulla quale Chiara Fumai gioca sapientemente.
In forte ascesa nel mondo artistico, Chiara Fumai è tra i finalisti del premio Lum 2011. La sua arte spazia tra installazioni e musica sperimentale, performance e cinema, storia e fiction, all’interno di un immaginario contaminato. Nel 2009 ha pubblicato con la casa editrice Atomic Activity Books il libro The girl with the blanket sulla sua fuga dal carcere olandese. Una fuga assurta a metafora di corsa verso la libertà dagli stereotipi e dalle costrizioni sociali e psicologiche.

CHIARA FUMAI
VALERIE SOLANAS NON E’NATA IERI

Muratcentoventidue arte contemporanea, Via Murat 122/b, Bari
13 maggio-30 giugno 2011
martedì-sabato 17.00-20.00