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"Troll"Norvegia, 1964. Ci troviamo in una regione centrale ed in particolare in un piccolissimo villaggio dal curioso nome Tynset, ai piedi di una montagna chiamata Tronfiell; la notte è uno di quelle particolarmente fredde, dono del rigido inverno del Nord, morbida neve tutto intorno e la luna a donare al cielo un colore surreale. L’artista Trygve Torgersen, nella vecchia stalla della sua casa, “partorisce”, dall’incontro con un legno della ricca foresta autoctona, il primo esemplare di Troll, dando forma, nome e vita ad una mitica creatura che popola la maggior parte delle favole della mitologia norvegese.

Non desta particolare scalpore il fatto che questa specie di piccoli mostri, che tanto spaventano i bambini dell’Europa più mediterranea, abbiano le loro origini in un elemento della natura marcatamente nordica. La Norvegia, che si estende lungo i suoi oltre 1800 km da nord a sud, detiene in materia di “elementi naturali straordinari” diversi records; è norvegese il fiordo più lungo d’Europa – Sognefjord penetra con le sue gelide acque per ben 200 km la terra; è norvegese il guinness della neve perenne – 1700 sono i ghiacciai censiti; è norvegese il record di foreste – un quinto del suo territorio è coperto da selve e boschi. E non è tutto; è il paese del sole di mezzanotte, dove oltre il circolo polare, il sole non tramonta praticamente mai da metà maggio e sino alla fine di luglio; ma anche il paese senza sole per settimane intere nel corso dell’inverno.

Sembra quasi che qualcuno abbia voluto concentrare in un unico lembo di terra delle caratteristiche uniche ed irripetibili, geomorfologiche e climatiche, creando una atmosfera davvero magica e quasi irragiungibile, oserei dire misteriosa.

E sono proprio mistero e magia i due ingredienti principali di questa strana figura, il Troll, narrata negli antichi scritti mitologici e abitante delle foreste norvegesi; i Troll escono dai loro nascondigli solo dopo il tramonto quando la luce volge al termine e scompaiono al mattino, hanno nasi lunghissimi, quattro dita per ciascuna mano e ciascun piede e una lunga coda pelosa. Ne esistono di diversi tipi, a due o tre teste, a due o ud un solo occhio centrale; vivono sino ad alcune centinaia di anni, sino al particolare grottesco che erba e muschio possano crescere sulle loro teste.

"Troll"Passeggiando per le foreste norvegesi potrebbe capitare di imbattersi in strane forme rocciose: sono Troll che – poco attenti – sono stati colpiti di sorpresa del sopraggiungere dell’alba e il Sole li ha pietrificati; sono crature molto schive e difficili da vedere ed è fondamentale non farseli nemici: la loro ira non conosce limiti al pari della loro riconoscenza per chi li ama.

Il Troll è un elemento della natura per cui la ama, ne trae la vita e protegge chi la difende.

Oggi in Norvegia, Bjorn Schulze, nipote del creatore di Troll, dà continuità ad una tradizione importante esportandola in tutto il mondo; costruiti interamente a mano, con legnami di albero hanno tutti colore, occhi, capelli e aspetti diversi tra loro. Invecchiano per davvero, non temono le cadute ma – occhio – potrebbero irritarsi; vanno tenuti al riparo dal caldo che potrebbe trasformarli in pietre e quindi anche dai raggi solari.

Brutti o simpatici, teneri o aggressivi che siano, a loro modo rappresentano le diverse sfaccettature che ciascuno di noi porta dentro di sé.

Non bisogna mai cercarli e a volte spariscono perchè questo fa parte del “gioco”; è fondamentale, quando entra in casa, per la prima notte, tenerlo chiuso in un armadio, per poi farlo uscire la sera successiva prima di andare a dormire; è consigliabile avere un buon rapporto con loro e coccolarli.

E, se proprio non dovessimo avere il tempo di farlo, sarà buona cosa prenderne più d’uno affinchè possano vicendevolmente tenersi compagnia: meglio non correre rischi.