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Sta per concretizzarsi il progetto di un’opera dal romanzo di Amos Oz Un altro mare, nato tre anni fa quando ancora non era stato inaugurato il nuovo Teatro Petruzzelli. Lo ha detto oggi il sovrintendente della Fondazione, Giandomenico Vaccari, nel corso di una conferenza che ha visto riuniti nel teatro tutti i protagonisti di questa nuova sfida: "All’epoca ci sembrava un progetto pazzesco". L’opera lirica ‘Lo stesso marè di Fabio Vacchi su libretto di Amos Oz andrà in scena nel Petruzzelli domani sera, con la regia di Federico Tiezzi, la direzione di Alberto Veronesi e le scenografie di Gae Aulenti. Primo tra tutti all’incontro odierno era presente Amos Oz, giunto direttamente "dal deserto al mare, a Bari": Oz introduce il suo discorso ricordando di non aver scritto un romanzo ma un libretto d’opera, tanto che con Vacchi ha solo scelto alcune sezioni del romanzo che sono diventate semplicemente libretto dell’opera. In Israele – ricorda Oz – sono state già realizzate tre riduzioni del suo romanzo, ma questa è la prima versione lirica e, a suo parere, la forma più giusta di presentarla al pubblico. "Quando scrivevo ‘Lo stesso marè – spiega – avevo in mente forme musicali (i capitoli hanno nomi che rimandano alla musica), volevo scrivere non solo un racconto ma un genere di narrativa che facesse anche cantare e ballare". "Volevo scrivere un’opera che cancellasse – continua lo scrittore – le linee di demarcazione tra generi differenti: tra prosa e poesia, tra prosa e musica, tra commedia e tragedia, tra vita e morte, tra autore e personaggi, anche il deserto e il mare che sono sullo sfondo del palcoscenico, non sono solo uno sfondo ma sono personaggi essi stessi". "Questo romanzo è polifonia – dice ancora Oz -, è un romanzo della riconciliazione emotiva e politica.

"UnTutti i personaggi, anche se fisicamente sono lontani tra loro, sono empaticamente legati: ognuno di loro sa quello che fanno gli altri, è come se si trovassero tutti nello stesso letto in un’orgia emotiva". "E poi – conclude – ho incontrato Vacchi e la sua musica". "Il romanzo – dice a sua volta Fabio Vacchi – è un elogio del compromesso. ‘Lo stesso marè mi ha catturato soprattutto per la sua tecnica formale, con una narrazione molto frammentata e nello stesso tempo molto musicale. E’ un’opera difficile, non ha linearità, ma tre livelli che interagiscono tra loro". Alla conferenza stampa ha partecipato il regista Federico Tiezzi, emozionato perchè realizzò proprio nel Petruzzelli la sua prima regia lirica di un’opera dedicata alla Divina Commedia, ma anche perchè curò la regia della ‘Normà andata in scena la sera dell’incendio del Petruzzelli, nel ’91, che fu diretta dal maestro Alberto Veronesi come la prima di domani. Tiezzi è appena tornato da Tel Aviv, dove ha curato la regia di Norma. "La mia idea di regia – afferma – è quella cinematografica. In scena uso la tecnica del cinema e concepisco il libretto come una sceneggiatura". "Quando ho affrontato questa regia – aggiunge – pensavo all’’Eclisse di Antonioni, e ho chiesto a Gae Aulenti di lavorare insieme per realizzare questa sezione di realtà: e lei mi ha regalato questa invenzione scenica". "La scena non esiste senza la regia ed è stata durissima, astrazione totale" spiega Gae Aulenti, aggiungendo con un sorriso: "e non so ancora se devo per questo ringraziare Vacchi". "Avevamo da realizzare, da sfondo ai personaggi, un mare e un deserto – aggiunge Aulenti – che non fossero semplicemente qualcosa da dipingere in maniera piatta ma avessero un corpo, diventassero quasi delle sculture e poi personaggi essi stessi". E così il cerchio emotivo di cui parlava Oz si chiude, la polifonia emotiva si realizza sulla scena: a domani l’appuntamento con il pubblico. Il consiglio d’amministrazione della ‘Fondazione lirico-sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari ha nominato il maestro Fabio Vacchi ‘compositore residente della Fondazione dal 2012 al 2016 e il maestro Alberto Veronesi direttore stabile dell’orchestra del Petruzzelli. Lo ha reso noto oggi il presidente della Fondazione, Michele Emiliano, sindaco di Bari, nel corso di un incontro per la presentazione dell’opera ‘Lo stesso marè di Fabio Vacchi su libretto di Amos Oz.

"UnEmiliano ha detto anche che, in qualità di presidente, proporrà al consiglio d’amministrazione di riconfermare nel suo incarico il sovrintendente Giandomenico Vaccari, da qui a pochi mesi quando scadrà il suo primo mandato di cinque anni. Il maestro Vacchi – ha spiegato Emiliano – scriverà ogni anno un ‘pezzo sinfonicò nuovo per la Fondazione, non un’opera lirica ma un pezzo di concertistica, sinfonica o oratoriale. La prima composizione sarà eseguita il prossimo anno, il 16 aprile. Emozionato e felice per il suo nuovo incarico, Vacchi ha detto che, con questo rapporto continuativo, cercherà di contribuire alla crescita della più giovane Fondazione italiana in un "compromesso tra radicalismo della ricerca musicale e recupero delle tracce del passato sintetizzato in un compromesso della conciliazione degli opposti". Alberto Veronesi che ha detto di considerare la giovane compagine orchestrale del Petruzzelli, "per intonazione, disciplina e unità di intenti musicali", tra le prime in Italia e le migliori del mondo, si è impegnato a intrecciare una collaborazione sempre più serrata con la ‘Opera orchestra di New York’ che ha sede nella ‘Carnegie Hall’di cui è direttore musicale per gli anni 2011 e 2012, e a portare la giovane orchestra barese negli Stati Uniti. All’incontro hanno preso parte anche il romanziere Amos Oz, il regista dell’opera, Federico Tiezzi, e l’architetto Gae Aulenti, che ha curato le scene. Domani, giovedì 28 aprile, il sindaco Michele Emiliano consegnerà il Sigillo della Città di Bari allo scrittore Amos Oz, al compositore Fabio Vacchi e all’ambasciatore di Israele a Roma Ghideon Meir, in segno di gratitudine, stima ed ospitalità.

Foto di Carlo Cofano