Tempo di lettura: 4 minuti

"gino
E continua il viaggio al centro della musica, curato da Ernesto Assante e Gino Castaldo, noti critici musicali de ‘La Repubblica’.
Dal 2005, in un progetto ambizioso e ricercatissimo, sotto forma di lezioni di rock, i due giornalisti, raccontano e celebrano, attraverso immagini, suoni e video, i momenti più significativi di un genere musicale tra i più controversi, ma tra i più duraturi.
A Bari, il ciclo delle lezioni organizzate da Puglia Sounds si apre con gli Who. A seguire, con appuntamenti mensili o bisettimanali, una dopo l’altra, in una carrellata che lascia senza fiato, le biografie di altre grandi ‘leggende del rock’, da Bob Dylan a Bruce Springsteen, per continuare con i Pink Floyd, i Rolling Stones e il dissacrante Jimi Hendrix.
Mercoledì sera, nella sala del cinema Armenise, che ha registrato un prevedibile tutto esaurito, sul ‘palco’ i Led Zeppelin, all’interno dell’ennesima lezione di rock. Unica variante, l’assenza di Ernesto Assante. E’ toccato a Gino Castaldo, unica voce narrante, a fungere da cornice alla potenza del suono del ‘martello degli dei’, Led Zeppelin IV.
E il viaggio comincia: Jimmy Page alla chitarra, John Bonham alla batteria, John Jones al basso e la selvaggia voce dell’inqiuetante Robert Plant danno fuoco alla sala, galvanizzando una platea di appassionati di musica, di figli della cultura psichedelica, ma anche di giovani e giovanissimi curiosi di scoprire il ‘vecchio’ rock. Perchè il rock, da sempre, è musica dei giovani e per i giovani.
Pian piano il ‘concerto’ prende forma. E’ musica energica, suoni e ritmi che si mescolano, che entrano nello stomaco, nel cervello e fanno muovere teste, corpi, incapaci di restare immobili sulle comode poltrone dell’Armenise. In preda ad una frenesia alla quale non ci si puo’ sottrarre. Anche se non si e’ appartenuti alla generazione del rock e non si sono vissute personalmente le trasformazioni culturali e sociali che Woodstock ha prodotto. E a guidarlo, attraverso lo schermo graffiato dalla voce di Plant, dagli indimenticabili assoli di chitarra di Page e dai ‘treni’ di batteria di Bonham, è la voce a tratti dimessa, quasi riverente di fronte alla potenza del suono, a tratti estasiata e autorevole di Castaldo.
E’ un excursus nella vita della band che parte dagli inizi e passa attraverso Led Zeppeling I e II., considerati gli emblemi della musicalità hard rock ed heavy metal del gruppo. L’indimenticabile riff di Jimmy Page introduce la sonorita’ complessa di Whole lotta love, una delle piu’ grandi canzoni della storia del rock. E si prosegue con il rock serrato di Immigrant song, il pezzo che apre Led Zeppelin III , album che smorza l’elettricità e la durezza dei primi due, per approdare ad un suono acustico dal sapore folk e country.
I toni acustici di Led Zeppelin III, uniti al blues e all’hard rock forniranno le sonorità complesse di Led Zeppelin IV. Dal rock duro di Black dog e Rock and Roll, attraverso la musicalità folk e singolare di Going to California, finalmente si giunge all’attesissima Stairway to Heaven nella quale confluiscono parti acustiche e romantiche insieme a passaggi hard rock, con un finale in cui Bonham, accampagnato dall’indimenticabile assolo di Page alla chitarra, si riproduce in una delle sue migliori performance. E segna, da quel momento in poi, con il suo stile aggressivo, personale, creativo, ma assolutamente tecnico, il modo di concepire la batteria e le percussioni nella musica contemporanea.
Ma la serata comprende altro. Documentazioni, notizie inedite, aneddoti sulla vita di Plant e della sua band. Incorniciati da battute, risate e schermaglie tra Castaldo e la platea, scelta come ‘partner d’eccezione’ in assenza di Assante. Perchè il rock non e’ solo musica, ma è un modo di intendere la vita, di guardare il mondo, le cose del mondo e di tuffarcisi dentro.
Infine, doveroso il ricordo alla precoce e drastica morte di John Bonham nel 1980, proprio quando i Led Zeppelin stavano programmando un nuovo rientro sulle scene. E con la sua scomparsa, la successiva, irrevocabile decisione dello scioglimento del gruppo.
Il lungo viaggio nella musica di questa lezione si conclude sulla progressione di accordi molto complessi e intensi di Kashmir. E’ questo il momento piu’ emotivamente intenso della serata, con una platea estasiata e con Castaldo letteralmente eccitato.
Un interminabile, meritatissimo applauso ci annuncia che la lezione si è conclusa. La musica si attenua, si spengono i riflettori, si interrompe la magica atmosfera psichedelica che la serata ha saputo ricreare. E.torna il silenzio, irreale, quasi insopportabile. E con esso tanta nostalgia. La nostalgia per un’epoca e una musica che non moriranno mai..
Decido di avvicinarmi, in qualità di inviata di LSDmagazine, a Castaldo per complimentarmi circa l’ennesimo successo della serata e nell’occasione gli porgo alcune domande.

Castaldo, come hai vissuto l’assenza di Assante?

La serata senza Assante e’ piu’ faticosa, piu’ dura, meno leggera. Ma puo’ accadere che uno dei due lavori senza l’altro. Forse al pubblico sono mancate le nostre gags, che rendono piu’ spettacolare e divertente la lezione. Per fortuna i Led Zeppelin sono ‘roba mia’…

Quanto e come il lavoro a due, di squadra ha influenzato la carriera di ognuno?

Io ed Ernesto siamo amici da 30 anni e ci siamo conosciuti nel giornale. Piuttosto che essere rivali, come sarebbe stato ‘naturale’, abbiamo deciso di unire le nostre forze e di dar vita a molte iniziative, sempre nell’ambito della cultura musicale. Il risultato sono stati i diversi libri e saggi scritti insieme sulla cultura del rock. E dal 2005 ci divertiamo a portare in giro per l’Italia le lezioni di rock…

Ci sono progetti a cui state lavorando per il futuro?

Tra i progetti immediati, oltre ad avere in cantiere diversi libri, stiamo pensando di potenziare le lezioni di rock. Intendiamo, infatti, organizzare questo evento in quasi tutta Italia. E poi cominciano le lezioni itineranti. A settembre, con Magical Mystery Tour, coloro che sono interessati alla storia del pop e del rock, possono partecipare alla lezione itinerante che si terrà a Londra . Accompagnati da me ed Ernesto.

Tra tutte le rock star, quale sceglieresti come piu’ rappresentativa delle vostre lezioni di rock?

Forse Bob Dylan e i Led Zeppelin, che amo particolarmente. Pero’, aspettiamo l’ultima lezione. Potrebbe esserci una apoteosi dei Beatles.

Superfluo aggiungere, appuntamento alla prossima lezione di rock!