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"poetry"
Prima di parlare del film, è opportuno citare un aneddoto sul regista: Lee Chang-dong è stato ministro della cultura e del turismo per la Corea del Sud; qualcuno che fa cultura ministro della cultura, inimmaginabile da queste parti.
Yang Mija è una donna di 66 anni che vive della pensione e arrotonda facendo da badante ad un anziano disabile. Si prende cura del nipote adolescente, la cui madre divorziata vive in un’altra città. Come la maggior parte dei ragazzi in quell’età, non porta rispetto verso la nonna e, anzi, vive come se fosse la sua serva.
Mija s’interessa di poesia e s’iscrive ad un corso di lettere della comunità locale per imparare a scriverle. Un giorno all’uscita da una lezione, viene avvicinata da un gruppo di padri degli amici del nipote, i quali la portano a conoscenza di un fatto ignobile e vergognoso: i 5 amici hanno ripetutamente violentato una loro compagna di scuola, la quale si è suicidata buttandosi in un fiume. Il caso è archiviato come suicidio, ma la famiglia della ragazza trova il suo diario nel quale scrive le motivazioni e chiede ai padri dei ragazzi un’ingente somma di denaro per mettere a tacere tutto.
Nonostante le difficoltà nella sua vita e il dolore che vede nella vita degli altri, non può fare a meno di concentrarsi sulle cose positive che invece vede. Mija è quindi costretta a trovare dei soldi che non ha per evitare che il nipote venga accusato, fino al gesto estremo del finale.
Lee Chang-dong, conosciuto dalle nostre parti per Oasis del 2000, porta sullo schermo un progetto audace quanto rischioso già a partire dal titolo: unire poesia e cinema in un tutt’uno. Anche in situazioni in cui altri film avrebbero utilizzato della tensione per sottolineare il dramma, Poetry mantiene la calma per far coesistere la serenità del piccolo paese e la realtà inesorabile della vita. In poche parole, anche quando il mondo sembra più buio negli occhi dei personaggi, è ancora bello da guardare.
Poetry non è un film per tutti, la trama viene dispiegata nelle due ore abbondanti del film con una lentezza quasi esasperante, che può portare a drastici cali d’attenzione.
Nelle sale italiane dal 1° aprile.
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