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Si è tenuta nella Sala Consiliare del Comune di Bari, ha avuto luogo una “festa cittadina”, come l’ha definita il Sindaco Michele Emiliano: la sala era gremita e la presenza giovanile preponderante. Infatti è stato presentato il progetto della Fondazione BAC (Bari Arte Contemporanea), che prevede la prossima realizzazione di un museo nel tempio barese del Liberty, il teatro Margherita, e nell’attiguo Mercato del pesce, atti ad ospitare collezioni permanenti e mostre di arte contemporanea sia nazionale che internazionale. L’iniziativa si ispira ad un modello di intervento pubblico/privato che supera le rigide barriere del classico museo in favore di una struttura aperta alle sperimentazioni. I programmi espositivi saranno affiancati da residenze per artisti, produzioni, scambi internazionali e programmi didattici all’avanguardia, che contribuiranno a collocare la città all’interno della scena internazionale dell’arte contemporanea. Al centro di una strategia panmeridionalista c’è l’intenzione di avvicinare, sotto il punto di vista artistico, Bari a Napoli, come testimoniava la presenza all’incontro di Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania. Nell’ambito di una rimodulazione dei fondi comunitari destinati alla realizzazione di poli culturali nel Mezzogiorno, la presenza dell’onorevole Raffaele Fitto, ministro degli Affari regionali, sottolineava l’importanza dell’evento.
Il processo di avvicinamento culturale fra Bari e Napoli è già iniziato lo scorso dicembre, attraverso un protocollo d’intesa fra il Comune di Bari e la napoletana Fondazione Morra Greco, che prevede la destinazione permanente del Teatro Margherita all’arte contemporanea e la cessione in comodato trentennale della collezione di Napoli alla futura Fondazione BAC.
Il progetto è stato presentato in tutti i suoi aspetti: giuridico, finanziario, culturale, architettonico, museale. I lavori sono stati introdotti da Vito Labarile, incaricato del Sindaco per le Arti Visive. Pierpaolo Forte, docente universitario di Diritto amministrativo, ha illustrato l’aspetto giuridico. Il critico tedesco Jorg Heiser, che ha curato la mostra Trailer Park allestita dallo scorso dicembre nel Margherita, ha tirato le fila delle linee culturali di un innovativo centro per l’arte contemporanea, mentre lo studio di fattibilità per la riconversione del Teatro Margherita in chiave museale è stato curato da Sir David Chipperfield, famoso architetto inglese che ha firmato il progetto di molti musei internazionali, fra cui nel 2009 il Neues Museum, Museum Island di Berlino.

Con semplicità ed efficacia Sir Chipperfield ha esposto la filosofia del progetto che si propone di adattare alle nuove funzioni il teatro nel pieno rispetto delle sue affascinanti peculiarità ambientali e morfologiche ( l’edificio è costruito su palafitte, sospeso sul mare, snodo fra la città vecchia, il lungomare e la città moderna): interventi minimali nella grande hall cupolata e nell’auditorium centrale. Il piano terra della hall sarà riservato ai servizi (bookshop, caffetteria ecc.), mentre al piano superiore gli spazi, illuminati da finestre aperte sul mare e lasciati il più possibile grezzi ospiteranno esposizioni temporanee e produzioni di giovani artisti. Il grande auditorium sarà concepito come spazio polifunzionale che i baresi possano fruire fino a tarda sera, caratterizzato da una scenografica scala ellittica centrale di collegamento fra i vari piani. Solo l’ambiente retrostante, che non presenta particolarità architettoniche, sarà oggetto di interventi più radicali che, rispondendo alle normative vigenti per gli spazi museali, lo rendano adatto a ospitare collezioni permanenti e mostre internazionali. Verrà dato risalto alla presenza di artisti giovani, in un continuo dialogo con quelli più affermati.
Un lungo e caloroso applauso ha accolto l’intervento di Sir Chipperfield, esprimendo la volonta della città di Bari di veder finalmente realizzato un vecchio sogno.