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"L’intelligenza
Quando un incontro tra vecchi amici si trasforma in una imperdibile opportunità di riflessione, unica nel suo genere perchè mossa da profonde esperienze di vita, da spirito di rivalsa sociale e politica, da orgoglio campanilistico e senso di appartenenza al territorio nasce una significativa esperienza editoriale cui la Progedit ha dato forma: “L’intelligenza della città”, raccolta di saggi della e per la Puglia a firma di Cavalluzzi, Moliterni, Pappalardo, Persichella, tutti Docenti universitariI celebrati fasti di una fucina del cinema pugliese, dall’avanguardia di Carmelo Bene all’allegorismo di Emidio Greco alla comicità di Lino BanfiTeatro Petruzzelli

Sembrano trascorsi davvero secoli a parlarne e – pur di non rassegnarmi alla idea che tutto questo sia parte integrante di una “storia” da biblioteca – consulto rapidamente una serie di date; siamo fermi a poco meno di mezzo secolo fa in una Puglia diversa e in una Bari raggiante e ricca di energie. I saggi raccolti in questo volume vogliono guardare a quella storia come ad una musa ispiratrice per un futuro che verrà; si tenta la ricreazione di uno spirito, di una etica, di una volontà e di una consapevolezza; è evidente il bisogno di dare forma alle singole esperienze non già per dare risposte definitive alle domande di un “oggi” incerto e confuso, piuttosto per valorizzarle trasformandole in nuove e concrete possibilità per un futuro sostenibile.

"L’intelligenza“Bari è una città che non discute più di se stessa da molti anni” – ha affermato Silvia Godelli nella Sala Consiliare del Comune di Bari in occasione della presentazione del volume – “una città in cui il dibattito culturale non esiste più, in cui vi è una clamorosa assenza di protagonismo giovanile, in cui è pesante la mancanza di una riflessione aperta e critica e di sedi collettive in cui animare i dibattiti”

Il destino del Capoluogo pugliese inteso come capofila di un processo rigeneratore per una intera Regione rimane vago e lasciato ai lustri del passato; una constatazione fredda e pesante quella del Dirigente politico e che lascia aperte troppe porte; in questo senso “L’intelligenza della città” in tutti i suoi scritti sembra esercitare un inutile fatica a mantenere un nesso con i tempi odierni.

Ed in questo e nella sua gravità emerge la discontinuità culturale della Puglia; limiti e fallimenti di politiche “andate” che hanno alimentato la dicotomia tra vita contadina – tratto genetico – e vita politica delle istituzioni,  onnipresente divario tra città e cultura.

Ma da questo punto deve ripartire un bisogno di rinascita, un nuovo senso di aggregazione, di attaccamento alle origini e di orgoglio per la propria terra che potrà far spirare un’aria nuova e densa di cambiamento.

Ed è ancora il Prof. Piepoli a sottolineare come Bari, città levantina e dalle mille risorse, abbia ormai una visione completamente deformata della sua realtà; una città che se pur messa più volte al centro delle attenzione internazionali per il suo ruolo geografico non ha mai saputo coglierne pienamente le vocazioni mediterranee e le specificità legate al territorio. “Dobbiamo passare da una società di pochi ad una società di molti intellettuali” ha dichiarato l’ex Presidente della Fiera del Levante” in cui poter essere sicuri di donare un futuro ai nosti figli”.

E questo in estrema sintesi iconizza lo spirito di un testo davvero ricco di spunti che nel suo titolo è gia rivelatore; saper leggere tra le righe di una Bari nuova e diversa, di una Bari che torna a parlare e a discutere e avere la capacità di legare quegli elementi nella propria mente semmbra essere il nuovo punto di partenza di un “new deal” culturale; affinchè si possa scrivere una “intelligenza della città” per celebrare successi del presente e non del passato.