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"Roberto
E’ approdato a Bari (e per la precisione alla libreria Feltrinelli) il tour dello scrittore Roberto Saviano per presentare il suo ultimo libro, "Vieni via con me".  Lo scrittore campano, noto in tutta Italia per lo straordinario successo di vendite riscontrato con la sua opera prima, "Gomorra", divenuta un caso letterario. Il numerosissimo pubblico accorso alla presentazione, fa la fila da qualche ora sulla strada. I fortunati, già all’interno della libreria, sono classificabili a metà fra i frequentatori dello stadio e gli acculturati avventori di teatro. Tutti fremono in attesa del loro beniamino, siedono sui libri che, in ordinata pila, fanno capolino tra le giacche, i cappotti dei presenti, tra i fidanzatini mano nella mano, le attempate groupie in occhiali da vista di titanio e costose capigliature rigorosamente biondo cenere. Libri "invisibili" fanno da morbido cuscino, a questi "fanatici" della cultura; testi di: Murakami, Huxley, Bulgakov, Asimov, ma anche quelli del ben più noto Fabio Volo e, sommo sacrilegio, anche del "brillante" Dan Brown. "La cultura è comoda quando non è scomoda", sembrano dire i numerosi presenti intenti nel saggiare la tenuta delle copertine dei testi su citati. Così, scrutando i convenuti, per la prima volta, ho il dubbio che questa bella storia di denuncia e Coraggio (alludo al coraggio dimostrato da Saviano) si possa trasformare in un’altra anonima pila di volumi, quasi fosse inevitabile il destino di cadere nel baratro del dimenticatoio una volta perso l’alone di novità che ammanta i personaggi noti. Qualche "Buon Samaritano", mosso forse a compassione, dice alla ragazza che poggia i piedi sulla copertina de "Il tempo che vorrei" del su citato Volo: "Per quanto sia libera di apprezzare o meno l’autore, non mi sembra opportuno che tu metta il suo libro letteralmente sotto i tacchi…". Tutt’intorno ronzano per la grande sala numerosi tra addetti alla security, poliziotti con e senza basco, rasati body-guard, e semplici commessi della libreria. L’aria freme attraversata dal magnetismo creato dai numerosi corpi degli entusiasti in febbrile attesa. Il pubblico è quello delle grandi occasioni, il popolo che abita le piazze dei comizi, i concerti di Caparezza, di Daniele Silvestri o di Carmen Consoli. Dalle due grandi casse ai lati dello stretto palco, proviene la musica di "Vieni via con me" di Bruno Conte e "Redenption song" di Bob Marley. "D’un tratto…" (da "Meraviglioso", di Domenico Mudugno) si alzano grida liberatorie, scrosciano applausi accompagnati da potenti fischi spacca timpani.

"vieniTutti si alzano verticalmente sulle punte dei piedi, sorridono felici nonostante la scomoda posizione, scandendo il nome a pieni polmoni. E’ arrivato Roberto. Visibilmente commosso da tanto affetto riservatogli, lo scrittore ringrazia le centinaia di persone convenute, ricordando come questa sia la prima volta che presenta il suo ultimo libro in una città del Mezzogiorno. La scelta di Bari non è casuale, dice di sentirsi e di apprezzare particolarmente la Puglia. Parla della "Questione Meridionale" non lesinando attacchi alla Lega Nord, al Governo, ma anche all’apatia che avvolge, in troppe occasioni, il cuore dei cittadini del Sud. L’omertà è il nemico da battere. Bisogna credere in un Leader che, sulla via tracciata dai tanti martiri caduti negli anni passati, continui la guerra senza quartiere alle mafie, a suon di libri-inchiesta, sensibilizzando con articoli, interviste, comparse alla televisione, noi comuni cittadini forse non sempre consapevoli dei rischi e della reale influenza sulle Istituzioni del Paese da parte della malavita organizzata . Bisogna capire il reale potere di queste organizzazioni tentacolari come: Cosa Nostra, ‘Ndrangheta, Camorra, perchè "ciò che si conosce fa meno paura di ciò che non si conosce". Racconta la morte della coraggiosa Politkovskaja, di Falcone, di don Puglisi , e di tanti altri ancora. Persone che definire eroi risulta riduttivo: "a questi martiri della Libertà è giusto tributare una commossa riconoscenza" (infatti qualcuno inizia a piangere). Contro il potere, rappresentato dallo stato corrotto e colluso, questi uomini, come la cronista russa autrice del libro "Cecenia", hanno combattuto sino alla morte. Parla di Falcone, il grande P.M., capace di importanti innovazioni nel campo della lotta alle organizzazioni di stampo mafioso, vergognosamente lasciato solo dalle istituzioni, abbandonato da tutti: colleghi, amici, anche dai vicini di casa, stanchi di auto blu e del rumore delle sirene spiegate a qualunque ora del giorno e della notte. Nessuno credeva che Falcone sarebbe stato ucciso eppure… eppure in Italia sembra che si venga ascoltati solo quando si viene uccisi. Arriva il Presidente della Regione Puglia Vendola: un’nuovo fragoroso applauso interrompe Saviano. "Ciao Nichi", dice sorridente lo scrittore, riprendendo subito dopo il monologo: "la mafia si combatte conoscendola, studiandola e non facendo finta che non esiste. Bisogna farsi forza e cercare di ignorare il fango che, attraverso i suoi prezzolati collaboratori, essa tenta di lanciarti adosso". Infine, dopo quasi un ora, giunge il momento tanto atteso degli autografi per tutti i fortunati che hanno trovato posto all’interno della libreria. Qualcuno ripete al microfono che, per motivi di sicurezza, non ci si può avvicinare a Roberto con una borsa; noi invece ci domandiamo se il bravo Saviano, con i suoi discorsi simili a quelli di Grillo, Travaglio, e Santoro, non sia desidero di fondare insieme a questi un nuovo soggetto politico. Un nuovo partito capace di incarnare le speranze dello scoraggiato popolo di sinistra, e di fungere da collante tra i vari partiti della disunita coalizione anti-Berlusconi. Il tempo chiarirà tutti i dubbi.