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Una stanza del falsario, cioè una vera e propria stamperia clandestina all’interno della Reggia di Caserta, completamente attrezzata di macchinari utilizzati per la fabbricazione delle banconote false, tra i quali anche la stampante tipografica Heidelberg, particolarmente apprezzata dai falsari per l’elevata qualità di riproduzione e la dotazione di un sofisticato dispositivo di numerazione progressiva.

E’ quanto potranno scoprire i visitatori de Il Vero e il falso, una mostra dedicata alla contraffazione monetaria di tutti i tempi inaugurata paio di giorni fa all’interno dell’Aula Magna della Scuola superiore della Pubblica amministrazione che ha sede nella Reggia di Caserta.

L’iniziativa è stata voluta e organizzata dalla Guardia di Finanza, attraverso il suo Museo storico, con la collaborazione della Banca d’Italia, della Soprindendenza speciale per i Beni archeologici di Roma e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Fino al 6 maggio, la mostra ripercorrerà più di 2.500 anni di storia della falsificazione monetaria, dall’epoca greco-romana fino all’avvento dell’euro, attraverso una prestigiosa esposizione di collezioni provenienti dai più importanti musei italiani. Saranno esposti gli originali e insieme i falsi.

Nel vastissimo repertorio di monete di età antica, medievale e moderna, sarà possibile ammirare gli esemplari della famosa collezione reale di Vittorio Emanuele III, la più importante al mondo di monete medievali italiane, custodita presso il Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo, a Roma. Saranno, inoltre, esposte le serie complete delle banconote in lire emesse dalla Banca d’Italia, dalla proclamazione del Regno d’Italia, di cui si festeggia il 150/o anniversario, all’introduzione dell’euro nel 2002.

Negli ultimi due anni (2009-2010), nel settore del falso nummario, la Guardia di Finanza ha sequestrato valuta per circa 70 milioni di euro, costituita prevalentemente da biglietti da 20, 50 e 100 euro, con la denuncia all’autorità giudiziaria di 563 persone, di cui 119 arrestate. Nell’attività di contrasto alla contraffazione ed alla falsificazione degli altri mezzi di pagamento, sono stati 281 i soggetti segnalati alla magistratura inquirente, di cui 58 arrestati, con il sequestro di circa 3.300 carte di pagamento contraffatte da numerose bande specializzate nella loro clonazione, che carpivano i codici segreti delle tessere magnetiche attraverso apparati microelettronici istallati direttamente all’interno dei POS.

Foto di Gigi Peluso