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"Sanctum
C’è grande attesa per il nuovo film prodotto da James Cameron, Sanctum 3D. Ad un paio di settimane dall’uscita negli Usa, è stato presentato nelle sale italiane venerdì scorso. Il film, diretto dal regista Alister Grierson, ha utilizzato le stesse macchine da presa di Avatar; è basato sulla storia vera vissuta da uno degli sceneggiatori, Andrew Wright, che durante una missione nelle grotte subacquee di Esa-Ala (sud del Pacifico) con altri esploratori, venne sorpreso da una tempesta tropicale che provocò l’allagamento delle grotte e che li costrinse a trovare una difficile via di uscita verso il mare, spingendoli sempre più in profondità tra luoghi inesplorati. Cameron, paladino incontrastato del 3D, è molto appassionato di ciò che si cela sotto la superficie dell’acqua: lo ha già ampiamente dimostrato con i suoi documentari “Aliens of the Deep” e “Ghosts of the Abyss”, quest’ultimo girato sempre in 3D. Non c ‘è occasione migliore, quindi per continuare questo viaggio sottomarino che sembra andar d’accordo con il tri-dimensionale. Cameron, infatti arriva addirittura a una sorta di auto-critica, per sottolineare quanto il 3D sia più efficiente negli spazi piccoli, come catalizzatore della claustrofobia: “’Avatar’ aveva molti campi lunghi-spiega il produttore – La differenza tra vederlo in 2D e 3D non è così evidente, perché più vasta è l’immagine, meno ti senti in contatto ravvicinato con oggetti e personaggi. Il 3D funziona meglio in spazi ristretti. Per ‘Sanctum‘, abbiamo tenuto delle proiezioni test e abbiamo notato come ci fosse un senso palpabile di ansietà nel guardare il film, il che è esattamente quello che volevamo ottenere. Quando vai a vedere un film, la tua coscienza ti permette di sorvolare l’azione.

Il 3D invece ti risucchia e rende l’esperienza "viscerale”. Siamo convinti che dopo Terminator, Aliens, Titanic e Avatar riuscirà a stupirci anche questa volta.
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