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"AcidAl chitarrista italoamericano Frank Zappa si attribuisce una frase affascinante e particolarmente adatta per descrivere l’ultimo disco degli Stearica: “parlare di musica è come ballare di architettura”.
Stearica invade Acid Mothers Temple, album interamente strumentale, è connubio di suoni anomali ed eccentrici dove le uniche enfatiche parole pronunciate sono ad uso comunicato del Grande Fratello (quello originale, concepito da Orwell per “1984”). Volte a rassicurare l’ascoltatore circa l’infallibilità del progetto affermano di guidarlo nel migliorare le capacità di ascolto della musica, a casa e ai concerti. Insomma, là dove l’Orchestra Filarmonica di Berlino ricerca ancora la perfezione, gli Stearica garantiscono un risultato certo.

Nato dalla voglia di mettere in musica l’ultimo tassello di un tour che ha attraversato l’Europa, il gruppo italiano e quello giapponese degli Acid Mothers Temple suggellano la loro partnership con una jam session nata sull’onda delle emozioni condivise tappa dopo tappa. Una stanza in un vecchio cascinale, i componenti dei due gruppi e i loro strumenti. Il resto è intuito, suoni aspri, ossessivi e sintetici. A caratterizzare un suono che, a voler per forza inquadrare, sta tra l’industrial e l’elettronica d’avanguardia ci sono anche le chitarre e la batteria ma si celano sotto strati di tastiere.

Non un disco facile, è bene chiarirlo. Non è un disco fruibile agli appassionati di popular music più conservatori. Un disco fuori dagli schemi, dunque, che non ha una precisa identità e forse neanche vuole averla. Magari pioneristico, risulta colonna sonora di quelle giornate uggiose e deliranti di una frenetica quotidianità. In 41 minuti si dipanano psichedelia e puro noise, e risulta davvero difficile trovare un solo momento di solare musicalità, di melodia conquistatrice o di ritmica che resta impressa.

Tutti i brani risultano davvero atipici e l’ultimo lunghissimo 7 alieni al di sopra di ogni sospetto, apre con percussioni tribali che si tramutano in una lunghissima sequela di suoni disarmonici, il leitmotiv dell’intero progetto.
Un disco fuori dagli schemi destinato ad un target ben preciso.