Tempo di lettura: 2 minuti

"Gianrico
Un evento musicale di rilievo con quattro musicisti di livello, un narratore d’eccezione, un regista fuori dagli schemi di una sceneggiatura ordinaria: sono stati quesiti i principali ingredienti che hanno animato e dato vita allo spettacolo portato in tournee in tutta Italia da Gianrico Carofiglio, pioniere del legal thriller italiano e sicuramente uno degli autori contemporanei di maggior successo; uno spettacolo vivace ed interessante che è approdato nella città che ha dato le origini non solo allo scrittore in questione ma anche a tutte le sue creature romanzesche e all’affascinante universo nel quale è riuscito ad animarle. L’Avvocato Guerrieri, infatti, epico personaggio del romanzo di Carofiglio muove tutti i suoi passi – nell’accurato percorso dello scrittore – su un unico immaginario palcoscenico che è la città di Bari, una Bari quasi sempre notturna fatta di strade in cui si perdono ricordi, parole e silenzi, locali ambigui, inequivocabili peculiarità dei suoi quartieri più popolari; e sicuramente quota parte di questo spettacolo è quel filo sottile leit motiv romanzesco che separa dramma e comicità di un personaggio solo ma determinato.

Lo stesso autore, nel corso del suo reading, si abbandona con il pubblico a diverse considerazioni personali sulla città; Carofiglio rileva senza imbarazzi che la maggior parte dei suoi loettori gli chiede quanto di personale ci sia nei suoi romanzi, quanto di vero e quanto di vita vissuta; ricorda alcuni episodi in cui qualche concittadino gli abbia addirittura evocato personaggi dei suoi romanzi, chiamandoli nella realtà a “vivere”; questo è stato uno dei punti più interessanti, al di là del valore artistico dell’opera,  delle “Notti dell’Avvocato Guerrieri”. A fare da palcoscenico ci sono state un palco con vecchie sedie in legno, due leggii, uno scrittoio, una macchina da scrivere e pile di libri e giornali; un tappeto musicale eccellente, i Chelsea Hotel quindi un pianoforte – Mirko Signorile,  un sax – Giorgio Vendola, un contrabbasso – Roberto Ottaviano, le percussioni – Pippo D’AmbrosioIl Piccolo Principe”  porta alla attenzione del pubblico che ”.. tutti i grandi sono stati bambini una volta (Ma pochi di essi se ne ricordano)…” e il colloquio/conflitto tra Guerrieri e il suo assistito Paulicelli nella fredda stanza di un carcere porta alla ribalta l’eterno conflitto che ciascuno di noi esplicita nelle sue relazioni sociali e lavorative, con punte di comicità elevata. La Casa delle Musiche presso il Tatro Kursaal di Bari –  che ha ospitato platea e palcoscenico – ha confermato ancora una volta  – nella proposizione di questo audace reading e visual musicale – il suo ruolo: un contenitore avanguardista in cui gli artisti possono presentare nuovi laboratori musicali e culturali.E Carofiglio, con la sua nuova ed indita “formazione” ne è stato un valido rappresentante.