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"Eroine
E’ stata inaugurata nella Pinacoteca Provinciale di Bari la mostra "Eroine invisibili", Storie di donne dalle collezioni della Provincia di Napoli e della Pinacoteca Provinciale di Bari, la mostra continuerà fino al 29 maggio 2011.
L’esposizione, a cura di Clara Gelao, direttrice della Pinacoteca Provinciale di Bari, e di Luisa Martorelli, direttrice storica dell’arte della Soprintendenza Speciale per il PSAE e per il Polo Museale della Città di Napoli, è promossa dalla Provincia di Bari e dalla Provincia di Napoli, in collaborazione con la stessa Soprintendenza Speciale napoletana e col Pio Monte della Misericordia e, considerato il tema e la durata, si inserisce negli eventi con i quali la Provincia di Bari festeggia il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

La rassegna espositiva, nata dall’idea di porre a confronto, intorno a tematiche condivise, una selezione del patrimonio artistico – nel caso della Provincia di Bari da tempo musealizzato – di due grandi Province del Sud, propone un itinerario figurativo incentrato sul tema della donna attraverso un inedito affondo sulla pittura e sulla scultura, di provenienza per lo più meridionale, presente nelle due raccolte.

La mostra si articola in nove sezioni "Tra letteratura e storiografia"; Tradizioni popolari e fede; Gli affetti; Amore ed Eros: Oriente e Occidente; Il Lavoro; La lettura; Nuovi interni borghesi; Vanità; Solitudine ed inquietudini dell’età moderna
che esemplificano il modificarsi della condizione e, conseguentemente, dei comportamenti femminili, nel lungo arco di tempo che va dalla seconda metà dell’Ottocento alla prima metà del Novecento.
La pittura del verismo della scuola del Morelli ha costantemente offerto immagini significative della storia romantica e risorgimentale, nelle quali il ruolo di alcune donne è stato di tale importanza da farne le vere animatrici della storia dell’Ottocento, da eroina del romanzo storico a protagonista degli eventi risorgimentali.

"EroineDai temi letterari della Pia de’ Tolomei di Giovanni Della Rocca o di Camiola Turingia che rifiuta il matrimonio con Orlando d’Aragona di Luigi Stabile, alle "storie patrie" che vedono la donna assumere simbolicamente un ruolo principale nella vita del Risorgimento italiano (Eleonora Pimentel Fonseca condotta al patibolo di Giuseppe Boschetto o I prigionieri di Castel Nuovo di Giuseppe Sciuti), la pittura dell’Ottocento ci restituisce con precisione immagini eloquenti della storia e delle condizioni sociali nelle quali si espresse l’intera società di quel secolo. Viceversa, in altri dipinti di tema storico-sociale, il ruolo della donna appare in subordine rispetto a quello maschile, e ne definisce la condizione di silente "non protagonista" (Sequestro o Nudo patriottismo di Teofilo Patini).

La pittura ci avvicina alla conoscenza degli usi e costumi delle tradizioni locali, assai cari a Benedetto Croce e Matilde Serao, mediante una molteplicità di linguaggi che, interferendo col vivere quotidiano di quei secoli, permettono di leggere il nostro complesso e variegato patrimonio culturale. Osservando i dipinti esposti, riscontriamo una realtà italiana che, dopo l’Unità d’Italia, è fortemente legata alle società rurali e alle tradizioni della provincia (La vigilia di San Giovanni di Carmine Toro, Un battesimo a Cassino di Luigi Scorrano, Il voto di Antonio Piccinni, ecc.).
In altri casi vediamo come una classe di sottoproletariato urbano cerchi la propria affermazione nei gesti e nelle ritualità ancestrali (Il tatuaggio dell’amore di Vincenzo Migliaro).

Tra i temi proposti grande interesse riveste quello degli "affetti familiari", declinato in una molteplicità di interpretazioni che ne mettono in luce il complesso valore semantico, l’eros visto nell’accezione orientale o orientalista, spesso ambientata negli harem, e occidentale, nel nostro caso coincidente con l’amore di strada e la prostituzione.
Il passaggio al nuovo secolo offre la possibilità di inedite riflessioni sulla donna, attraverso uno sguardo portato sulla pittura del Novecento, dove la figura femminile, chiusa nell’intimità domestica di matrice borghese, rappresenta lo specchio di una nuova società che l’ha resa diversamente protagonista, simbolo di una classe agiata e benestante ma anche tormentata nell’isolamento esistenziale della nuova condizione borghese. Questa lettura della società contemporanea si riflette, ad esempio, in Prime ombre di Filippo Cifariello, in Pallida Mors di Mario Borgoni, in Sotto la lampada di Edgardo Curcio fino a La bagnante di Gabriele Mattera.
Il taglio tematico della mostra Eroine invisibili non vuole assecondare fanatismi di matrice "femminista" ma attirare l’attenzione sulla realtà della storia passata, e del diverso ruolo che la donna ha avuto nella letteratura, nelle tradizioni popolari e nella società dell’Otto e Novecento.
La consistenza e qualità delle opere pittoriche e scultoree presenti nelle raccolte della Provincia di Napoli e della Pinacoteca Provinciale di Bari rappresentano un ulteriore valore aggiunto di questa mostra, che si propone non solo come una riflessione storico-sociale che parte dalle opere d’arte ma anche come un progetto di riqualificazione di entrambe le collezioni.