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"Lombardia"
Chi pensa alla Lombardia solo come “regione lavoro”, ignora i mille tesori che invece nasconde. Un susseguirsi di territori, località e percorsi, ognuno caratterizzato da elementi naturali e culturali unici nel loro genere, alcuni noti e altri tutti da scoprire.
Partiamo da Milano, convulsa e produttiva, centro nevralgico dell’economia del Paese. Tramontata l’epoca della città da bere, oggi Milano si prepara all’Expo 2015: cantieri aperti insieme alle polemiche e un groviglio di architetture ultramoderne che stanno trasformando i lineamenti del capoluogo. Per chi ha voglia di andare oltre, alla scoperta dei giardini nascosti e fioriti, (meravigliosi quelli settecenteschi in Porta Venezia) attraverso itinerari che sommano la storia all’arte, Milano è una miniera inesauribile di sorprese.
Prendiamo Brera ad esempio, con la sua Pinacoteca, i caffè all’aperto, gli antiquari e le boutique esclusive. Il Castello Sforzesco, invece e il suo Parco Sempione, un’enorme area verde con laghetti, prati, boschi e ponticelli è anche ricca di monumenti (l’Arena Napoleonica, la Torre progettata da Giò Ponti e la Triennale).
E ancora, il Duomo, una profusione di gotico lombardo tornato algido dopo l’accurato restauro, e la sua Galleria (Vittorio Veneto), il salotto della città che ospita antichi caffè, ristoranti, boutique e storiche librerie. Poi, Piazza Mercanti e i suoi edifici storici che rappresentano la cultura milanese dal MedioEvo al seicento: il Palazzo della Ragione del 1200, la Loggia degli Osii, il seicentesco palazzo delle Scuole Palatine e il Palazzo dei Giureconsulti. Inestimabili anche le basiliche di Sant’Ambrogio (379 d.c.), di Sant’Eustorgio, di San Lorenzo Maggiore e Santa Maria delle Grazie.
E poi i musei (la Pinacoteca Ambrosiana che espone capolavori del Caravaggio, Leonardo Da Vinci, Raffaello e Botticelli) e teatri, La Scala in vetta. Infine i Navigli, con l’antica Darsena di Porta Cicca. Quello grande e bohemienne e il Pavese, sono alcuni dei luoghi più suggestivi di Milano.
"Lombardia"Proseguendo nell’itinerario andiamo alla scoperta delle incisioni rupestri della Valcamonica, affascinante museo all’aperto che racconta una lontana civiltà dell’età del Ferro, o ai reperti archeologici di epoca romana di Brescia e Sirmione, a testimoniare la presenza di Roma nella regione che ha lasciato il segno anche nell’impianto urbanistico di numerose città lombarde.
Il MedioEvo è l’epoca della grande fioritura artistica, culturale e spirituale lombarda: le basiliche che oggi ammiriamo risalgono a quel tempo. Poi vennero i Longobardi, che fissarono in Lombardia il cuore del regno, lasciando testimonianze artistiche a Pavia (Cripta di Sant’Eusebio), a Monza (la corona ferrea e altri capolavori di oreficeria longobarda) e a Brescia (monastero di San Salvatore).
A cavallo del “mille” è il momento dello splendido periodo del romanico, che dalla Lombardia si diffonde in Italia e in Europa. Esempi mirabili si possono ammirare a Pavia, Como, Bergamo, Cremona e Mantova. E nello stesso periodo sorgono nei dintorni di Milano gli splendidi complessi cistercensi delle abbazie di Chiaravalle, Viboldone e Mirasole .
Il gotico invece coincide con l’affermazione delle signorie (i Visconti a Milano ed i Gonzaga a Mantova) quando gli edifici religiosi rielaborano i motivi gotici inserendoli nella grande tradizione romanica, dando vita al “gotico lombardo”.
Il tour nel passato prosegue con i castelli, che da sedi militari si trasformano nei secoli in residenze principesche (Castello Visconteo a Pavia o Sant’Angelo Lodigiano) che con la loro mole imponente caratterizzano le città ed il paesaggio lombardo.
Durante il Rinascimento arrivano in Lombardia artisti come Leonardo e Bramante, Leon Battista Alberti e Giulio Romano, il Mantegna e Pisanello per lavorare nelle corti degli Sforza e dei Gonzaga. Questo esercito di geni ha firmato capolavori che sono patrimonio dell’umanità: il Cenacolo, la Cappella Colleoni (Bergamo), Palazzo Te e Palazzo Ducale (Mantova), la Certosa di Pavia.
Dopo gli splendori rinascimentali, arrivarono quelli rococò e neoclassici con i grandi teatri, i palazzi e le splendide ville nobiliari barocche, neoclassiche e più tardi liberty, circondate da parchi e giardini, costruite in luoghi di grande incanto naturalistico.
Dal Settecento ai giorni nostri , passando attraverso il liberty per arrivare al Razionalismo e al Futurismo. Oggi come ieri, la forza della Lombardia è nella sua vocazione al futuro, nella vivacità culturale e curiosità verso tutte le correnti artistiche, che si manifesta con grandi mostre, eventi e spazi, realizzati da architetti ed artisti internazionali, che consacrano il suo ruolo di “capitale del nord”.