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"Jennifer
Jennifer Faure Francis
è un senior executive esperta di comunicazione con vasta esperienza in Public Relations e strategie di Marketing. Jennifer possiede una conoscenza specialistica delle arti, industrie creative, la radiodiffusione, cultura e turismo. Il suo stile e’ un’insieme di creativita’, innovazione e soluzioni pratiche. Jennifer, membro onorario dell’Accademia Apulia UK, lavora e vive a Londra.

Cosa significa lavorare come Capo Ufficio Stampa & Marketing per un’istituzione storica come la Royal Academy of Arts?

E‘ un’esperienza meravigliosa. Per i primi 5 anni sono andata in ufficio come se fosse stato il primo giorno – davvero incantata dalla storicita’ del posto. Poter esercitare la mia professione all’interno di un’istituzione cosi’ rinomata rinomata non ha paragoni. La Royal Academy, fondata dal re Giorgio III, è tra le migliori organizzazioni culturali al mondo, il cui rapporto con la famiglia reale continua fino ad oggi.

Cosa ha provato quando la Royal Academy le ha confermato la posizione di capo della Stampa e Marketing?

E ‘stato incredibile. Ricordo che non appena vidi l’insezione sul giornale che pubblicizzava il posto, pensai subito – questo lavoro e’ fatto per me. Fui anche fortunata perche’ feci appena intempo a presentare la domanda perche’ svcadeva proprio in quei giorni.
Ricordo pure che mi denti’ positiva anche quando ricevetti la prima lettera da HR che confermava di aver ricevuto la mia domanda. E così ho fatto il mio primo colloquio – mentre presentavo gli argomenti tuti annuivano con volti di approvazione, tanto da che alorquando venni invitata per il secondo colloquio non fui sorpresa, cosi’ come non fui sorpresa quando qualche settimana piu’ tardi ricevetti la conferma formale della mia nomina – era come se quel lavoro era stato mio sin dall’inizio.

Qual ritiene sia stata la mostra piu’ importante presentata alla Royal Academy of Arts durante i suoi setti anni di servizio?

E ‘una domanda difficile, perché ogni mostra ha una sua personalità e mi sono piaciute tutte. Comunque delle 20 mostr piu’ famose di tutti i tempi, cinque sono state presentate durante i miei sette anni di servizio. Il 2009 e’ stato un anno record nella storia della Royal Academy e lo strepitoso successo delle mostre di Amish Kapoor e Van Gogh – entrambi mostre davvero incredibili.

"jennifer"Il suo lavoro la mette in contatto con giovani artisti – come vede la nuova generazione di artisti?

Audace e innovativa. Abbiamo anche studenti d’arte presso la Scuola della Royal Academy: 60 studenti per un diploma post-laurea di 3 anni, unico nel suo genere in Gran Bretagna. Gli studenti presentano 2 mostre d’arte all’anno: gli studenti del secondo lo presentano a febbraio, mentre gli studenti del terzo anno preseanto uno show di laurea ogni anno a giugno.

Anche lei e’ una artista e una volta ha dichiarato: "i colori rappresentano la speranza e la promessa" – cosa intende esattamente?

Il mondo sarebbe molto noioso se fosse monocromatico – i colori portano felicita’ e sono futuristici!

Eppure i soggetti dei suoi quadri, come per esempio, Izu Girl, Tropical Attitude, sono rappresentati come sagome nere. Perché?

Si tratta di un viaggio biografico e i ‘senza volto’ rappresentano coloro che si sentono ‘anonimi’, perche’ da emigrati si spostono di luogo in luogo. Izu Girl è stata eseguita in Giappone, Tropical Attitude in Florida. I colori rappresentano il mio stato d’animo e il muoversi in posti diversi, attraversando fasi diverse, la speranza.

In un tributo sul Guardian dedicato a sua madre, Clytie Gordon, lei parla con orgoglio della vita difficile di una donna che a soli 19 ha dovuto lasciare la sua terra natale , Grenada, per andare alla ricerca di una nuova vita in Gran Bretagna. Come pensa sia cambiata lo stato e la percezione dell’emigrato?

Ho reso omaggio a mia madre, ma anche alla sua generazione – cioe’ giovani coraggiosi che hanno fatto un viaggio incredibile. Sono venuti in questo paese per costruire una vita nuova portando con sé un etica profonda e grandi valori umani e morali. E’ difficile dire se la vita di un emgrato era più difficile allora che adesso. Tuttavia i miei genitori e la loro comunita non erano esattamente ‘emigrati’ poiché facevano parte del Commonwealth, quindi erano in possesso del passaporto britannico – erano venuti in Gran Bretagna a ricostruire il Paese nel dopoguerra. Sono comunque stati loro a combattere per abbattere le barriere razziali; ed e’ grazie ai loro sacrifici che oggi possiamo condurre una vita decorosa.
Credo che oggi molti immigrati provengono da paesi in guerra e sono messi a dura prova nel dover fronteggiare enormi problemi sociali ed economici. Vi è sicuramente un migliore livello di accettazione e di tolleranza, ma l’integrazione non è così profonda come ci piacerebbe pensare. Senz’altro la multi-etnicita’ e’ presente in ogni vicinato, ma fino a che punto i vicini di razze diverse interagiscono tra di loro? Ogni individuo ha il dovere di rtendere una mano, ed accogliere altre razze nella propria vita, e cosi’ contribuire positivamente alla globalizzazione e celebrare la diversità nel Regno Unito e nel mondo.

Fino a che punto crede che lo studio di Macpherson (The Mecpherson Report) abbia beneficiato il Regno Unito?

Molti cambiamenti positivi hanno avuto luogo dal 1999. Il risultato dello studio di Macpherson ha dato una stata fonfamentale per una migliore integrazione razziale che e’ parte di un viaggio, ma un viaggio non ancora finito.