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"Manuale
"E’ bello tornare a recitare con attori con cui ci si capisce bene". Parola di Robert De Niro, tra i protagonisti di Manuale d’amore 3, diretto da Giovanni Veronesi, prodotto da Filmauro e in sala a febbraio 2011 (forse a San Valentino, ma evitando al concorrenza diretta di Femmine contro maschi di Brizzi). Dopo i 35 milioni di euro incassati dai due recedenti Manuali, troviamo De Niro nel terzo episodio del film, intitolato "Oltre": professore americano di storia dell’arte che, dopo il divorzio, ha scelto di vivere a Roma, frequenta il portiere dello stabile, Augusto (Michele Placido), cui confida di aver subito sette anni prima il trapianto del cuore, ma nonostante ciò finirà per innamorarsi della figlia di questi, Viola (Monica Bellucci). "Ho accettato di fare questo film perchè ho trovato belli i due Manuali precedenti e Veronesi è una brava persona, intelligente", rivela l’attore, ammettendo come, "nonostante lo parli un pò", recitare per la prima volta in italiano non sia stato semplice: "Ci ho lavorato molto, e mi sono sentito a mio agio sul set, ma è stata dura: spero di non venire doppiato, l’umorismo del mio ruolo sta tutto lì". E, aggiungiamo, nell’amore, come titolo vuole: "Anche nella terza età, è sempre lo stesso. Solamente, invecchiando, si prende coscienza che tutto finirà, ma amare resta qualcosa di fantastico".

Sottoscrivono sia Veronesi ("Quello di De Niro è un uomo oltre, che non si sa più dove cammina, un personaggio delicato e dolce, che non chiede più niente alla vita"), che il patron di Filmauro, Aurelio De Laurentiis: "L’amore è un motore eterno, ma anche un tema troppo vago, così ogni volta si cerca l’originalità nel cast". Dove, ovviamente, spicca proprio De Niro: " Amo la commedia, perchè ci sono meno restrizioni e limiti che nel dramma, e ancor più quella italiana: siete voi i maestri, sapete mescolare dramma e comicità e avete il senso dell’ironia. E mi piace come Giovanni ha raccontato il mio personaggio, in modo dolce e plausibile".

"alessandraCon lui nel cast di Manuale d’amore 3, Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti ("Quando ho visto Bob sono rimasta terrorizzata, senza parole") e Valeria Solarino, protagonisti di un triangolo nel primo episodio, "Giovinezza";
l’anchorman di successo Carlo Verdone e l’amante bipolare Donatella Finocchiaro nel secondo, "Maturità", e, appunto, la Bellucci ("Ero intimidita, poi ci siamo innamorati tutti dell’uomo: Bob è una persona meravigliosa") e Placido, che dichiara: "Siamo in un’età in cui si comunica di più parlando della propria vita, dei propri gusti e dei figli, e così De Niro: ha voluto subito fare una foto con tutti noi per portarla in America". "La prima volta -prosegue Placido- ci siamo incontrati a casa De Laurentiis e abbiamo mangiato mozzarelle di bufala, che poi sono diventate il tormentone del film: io le facevo venire tutte le settimane da Battipaglia. In questo Bob è molto italiano". Ma, prosegue l’attore pugliese, non devono esserci timori reverenziali: "De Niro è De Niro, ma anche noi italiani abbiamo avuto grandi attori e grandi registi nella storia del cinema: non dobbiamo intimorirci". Ma oltre a questi grandi nomi si è affacciata anche nel cast anche Alessandra Sarno, anche lei pugliese e all’attivo anche altre parti nel cinema e nel teatro ed è proprio a lei che le abbiamo posto un paio di domande.

Quale è il suo personaggio?

«Io interpreto Silvana che vive nello stesso condominio del professore americano. E se De Niro ha recitato in italiano, Silvana è la classica donna pugliese cui non manca uno spiccato accento della sua terra».

Cosa ha provato quando se l’è trovato di fronte?

«Sembrerà strano, ma quando me l’hanno presentato non l’ho riconosciuto immediatamente. È una di quelle sensazioni che capitano quando vedi una persona così famosa che hai sempre visto in tv o sul grande schermo».

Ma tornado all’incontro con il cast, proprio il regista di ‘C’era una volta in America è tra quelli italiani che De Niro cita, con Fellini, Antonioni, Bertolucci, Lattuada, De Sica, mentre – ammette – "del cinema italiano contemporaneo non ne so quanto dovrei: ho visto ‘Il Divò e m’è piaciuto". «L"oltrè per una donna arriva prima che per un uomo. Proprio come accade al mio personaggio che è una donna di quaranta anni che ha combinato poche cose, non ha figli, non è felice, e la sua vita sentimentale è un disastro. E quando questo capita davvero per una donna poì è davvero troppo tardi». Così Monica Bellucci, oggi all’incontro stampa del film ‘Manuale d’amore 3’ di Giovanni Veronesi, parla del suo personaggio.’L’oltrè a cui fa riferimento non è altro che il titolo del terzo capitolo del film sull’amore, ovvero l’amore della maturità (i primi due capitoli sono dedicati a ‘giovinezzà e ‘maturita»). Nel film, che sarà nelle sale a febbraio 2011, la Bellucci è Viola, la figlia di un portiere di uno stabile romano (Michele Placido) dove abita il non più giovanissimo Robert De Niro che si innamora perdutamente di lei.

Michele Traversa

Direttore responsabile e Editore di LSDmagazine. Esperto di turismo, spettacolo, gastronomia e tecnologia. Attento alle strategie social media e preparato all'interazione tra gli strumenti che questi offrono e la diffusione dei loro contenuti. Collabora con le principali riviste del settore turistico, italiane e straniere, autore di libri e documentari di viaggio e di mostre fotografiche.