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Nel mondo contemporaneo, come direbbero i sociologi di "tardo capitalismo", il Consumismo condiziona mediante i Mass-media la volontà comune, ridefinendo ed inculcando costantemente nuovi bisogni nell’homo poco sapiens, molto videns, il Razionalismo condanna come irrazionale e dannosa l’emotività (base della creatività dell’artista), lo Scientismo dichiara invece vetusto il sentimento religioso in quanto vestigia ancestrale di un mondo antiquato e superstizioso. Il Relativismo da bravo spazzino ramazza tutto, compreso i valori alla base del vivere comune e li cestina definendoli "residui" di una comunicazione illogica (E’ possibile definire cos’è oggettivamente giusto per chiunque? In caso contrario ne deriva che nulla si può dire empiricamente giusto per tutti).Contro questa società dell’odio per il diverso (vedi "Dittatura della Massa" oppure "Guerra Santa"), su cui grava il peso di una globalizzazione economica ma non culturale, e non meno spaventoso lo spettro del terrorismo di matrice fondamentalista, l’autrice del saggio: "Progetto piramide", suor Laura Cea contrappone la "Civiltà dell’Amore", un’ "Eutopia" (da Eutpos=luogo bello) da realizzare attraverso una mirata attività pedagogica articolata in tre fasi. "Le tre fasi del cammino" mediante il quale ottenere lo sviluppo globale dell’essere (Capitolo III) sono: (a) la Relazione con se stessi che si sostanzia nella Creatività, (b) la Relazione con gli altri che si basa sulla Solidarietà, (c) la Relazione con l’Assoluto, che si concretizza nella ricerca della Spiritualità. La riflessione della "gypsy sister" come chiamano sorella Laura, deve molto al patrimonio culturale cristiano e alle speculazioni di alcuni suoi padri fondatori quali San Tommaso d’Aquino, o Sant’Agostino, ma l’obbiettivo perseguito dal progetto piramide lungi dall’essere ascrivibilealla sola dimensione religiosa e nazionale è la creazione "di un luogo deve non c’è più distinzione di razza, cultura, religione, dove ogni uomo impara a camminare sulle vie dell’uomo donando e prendendo degli altri uomini". Ma prima di entrare in relazionepositiva di scambio e accrescimento personale con l’altro dobbiamo fare un passo indietro necessario per capire chi siamo"sviluppando consapevolvemente la precisa identità", comprendere l’unicità che ci contraddistingue prima di comprendere l’unicità che contraddistingue chi ci circonda. I rischi cui si va incontro in caso di sviluppo non omogeneo della personalità sono: "dannosi sincretismi o l’indifferenza e l’incapacità a prendere posizioni, o peggio ancora, intransigenti fondamentalismi". Il disagio nella società dell’opulenza, già oggetto degli studi condotti da Freud, l’atrofizzazione emotiva causata dalla dittatura della razionalità, lo studio sulla "devianza" condotto dal Durkheim e ripreso dai membri della scuola di Francoforte. Riprendendo il padre della psicologia, tutto deriverebbe "dalla inconciliabilità permanente tra pulsioni che sono nell’uomo e le esigenze morali necessarie alla vita sociale", tra "la dimensione intellettuale della vita psichica a scapito di quella emotiva", citando il sociologo Georg Simmel. L’Arte come già evidenziato dal filosofo Schopenauer nel terzo libro della sua opera "Il mondo come volontà e rappresentazione", è il primo passo per raggiungere la Catarsi dell’individuo, il quale non sarà più costretto dalle catene della razionalità ad essere solo uomo di intelletto ma si trasmuterà, grazie all’attività artistica in "genio"  frutto dell’unione di logica epura intuizione. Così, nel paragrafo dal titolo "La relazione con se stessi: Creatività" l’autrice dichiara che "la Creatività, ovvero la dimensione artistica dell’uomo, è un efficace strumento per raggiungere la libera e totale espressione di sé, sviluppare le capacità e raggiungere l’unicità che contraddistingue la persona umana", stigmatizzando: "cio che ci rende unici ed irripetibili è proprio la Creatività". Continuando nella lettura del saggio scopriamo che "E’ necessario" (ed in questo sta l’innovazione del metodo pedagogico proposto dalla Cea) "teorizzare metodi artistico-creativi come prassi educativa e formativa in ogni campo per dare ad ogni uomo la possibilità di diventare artista della propria vita". Lo sviluppo della personalità attraverso il metodo chiamato dianalogico-diallergetico non deve però essere visto in chiave egoistica poichè "uno sviluppo pieno della società, non può avvenire senza esaltare al massimo ciascuna individualità". L’Arte essendo un modo soggettivo di rielaborare il mondo circostante e l’emotività di ogni individuo,non produce doppioni: "L’Arte è ponte tra popoli e le varie culture", fondamentale per poter apprezzare "la diversità come fonte di ricchezza". "Camus afferma che l’Arte costringe a non isolarsi: coltivando la nostra creatività sapremo stare insieme e uniti nel nostro condominio", cioè il mondo globalizzato. Nel paragrafo successivo "La relazione con gli altri: Solidarietà", Suor Laura pone l’accento sull’importanza del confronto continuo e gratuito con i propri simili, ricordandoci che esso risulta possibile solo se ognuno conosce il proprio ruolo ed il proprio posto nella comunità, il che avviene solo quando si è preso coscienza della propria individualità. Il confronto felice tra le molteplici unicità non potrà non essere fecondo per il macrocosmo della comunita poiché "una fraternità" di individui sulla quale deve poggiare la nuova società globale, "puo realizzarsi solo nella diversità, ossia nella distinzione di individualità che sanno interagire,completarsi, integrarsi. Nel dono di sé fioriscono libertà e creatività". Affinché ci sia questo dialogo solidale, passo fondamentale nel processo cognitivo tra diversi che si attraggono, risulta necessario mettere da parte i bisogni egoistici, educare ai valori: a tal proposito "sappiamo bene che l’uomo è un essere sociale e che ciascun uomo contribuisce e determina l’ambiente circostante" ma ciò avviene solo quando ogni uomo è consapevole di sé ed è consapevole del valore di ogni suo simile, quindi liberamente donando se stesso, decide di porsi in relazione con gli Altri. La realizzazione di sé, e di sé nella società non può quindi prescindere dalla conquista di valori fondamentali quali l’autocritica, e la capacità di "critica di ciò che non va nell’ambiente circostante, imparando a demolire e costruire" e così facendo evitando "le varie forme di violenza sociale". Quando finalmente si realizza questo importante passo, l’individuo sarà pronto per compiere l’ultima fase del suo cammino, descritto nel paragrafo "La relazione con l’Assoluto: Spiritualità".Questa fase si basa su un percorso di interiorizzazione e sulla scoperta alle "due dimensioni con cui viviamo la trascendenza: la Fede e l’Amore,che sono poi quegli atteggiamenti che danno all’uomo la possibilità di superare la mera sfera dei bisogni che ci intrappolano nella logica utilitaristica". La Solidarietà diventa necessaria per vivere un’autentica dimensione spirituale poiché comporta, come abbiamo già accennato, il superamento dell’Io, la Fede è invece il credere "nella possibilità di una cosa impossibile" cioè non conoscibile attraverso la razionalità ed i sensi ma capace "di determinare tutte le nostre decisioni". "Tutte le culture hanno un anima religiosa", e l’Occidente nonostante Nietzsche ed i suoi scritti sulla morte di Dio, non può cancellare la sua storia e la sua anima religiosa.

"Progetto Piramide", libro pubblicato dall’autore presso la Cromografica Roma S.r.l., Laura Cea, pagine 72, prezzo 12.50