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"SalvadorErano 50 anni che Salvador Dalì mancava da Milano, più precisamente dal 1954, anno in cui si svolse la sua personale nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale. Oggi torna con una mostra a lui dedicata, che analizza e interpreta il rapporto tra l’artista e il paesaggio, il sogno e il desiderio.
L’esposizione, prodotta da Comune di Milano e da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, è stata curata da Vincenzo Trione con la preziosa collaborazione della fondazione Gala – Salvador Dalì di Figueres, città natale del pittore spagnolo. L’allestimento è a cura dell’architetto Oscar Tusquets Blanca.
La mostra si presenta divisa in quattro sezioni e sette stanze, ognuna dedicata ad un tema.
La prima sezione è intitolata “Paesaggi storici: guardare dietro di sé e intorno a sé”; la prima stanza, quella della Memoria, ripercorre il passato dell’artista con opere quali la “Venere di Milo con cassetti” e le tele dedicate a Velaquez, mentre la Stanza del Male riporta opere dedicate alla contemporaneità e alla guerra, come il celebre dipinto “Volto della Guerra”, chiaro riferimento alla Seconda Guerra Mondiale e alle bombe di Nagasaki e Hiroshima, in cui spicca un volto di cadavere, chiaro simbolo di morte, che si riflette anche negli occhi e nella bocca del viso, riempiti a loro volta da altri teschi.
Si passa poi alla sezione “Paesaggi autobiografici: guardare dentro di sé” con la stanza dell’Immaginario, che rimanda al periodo surrealista, all’inconscio e alla ricerca di sé, con opere quali “Alla ricerca della quarta dimensione” e l’incisione “Il portico”, per proseguire nella stanza dei Desideri, in cui per la prima volta è stata ricostruita la stanza “Mae West” secondo il progetto originale di Dalì , utilizzando schermi televisivi al posto degli specchi di cui si era servito nella sua casa di Figueres. La riproduzione è stata realizzata dall’amico e collaboratore Tusquets.
Con la Stanza del Silenzio e quella del Vuoto si procede verso la penultima sezione, “Paesaggi dell’assenza: guardare oltre di sé”, in cui la figura umana viene abbandonata e sostituita dal paesaggio, dai richiami alla metafisica, dalle assonanze con De Chirico, dall’inquietudine e dall’astrazione. Qui si possono ammirare opere come “I tre gloriosi enigmi di Gala” e “Paesaggio con fanciulla che salta la corda”.
Infine, troviamo “Epilogo fantastico”, dove sono esposte le opere legate alla collaborazione tra il grande Dalì e Walt Disney, per la realizzazione del cartone animato “Destino”, mai uscito in Italia.
È una sorta di riassunto della carriere artistica del pittore surrealista, dove si rilevano richiami classici, memorie rinascimentali, atmosfere metafisiche e iconicità pop.
Ad ogni sezione è legato un colore che crea grandissimo impatto: si passa dal nero, al rosso, al blu, per finire con l’azzurro.
Vi sono , inoltre, sezioni dedicate ad interviste e video, dove lo stesso artista racconta il rapporto con i luoghi a lui cari.
Una mostra unica e sensazionale, che vi lascerà senz’altro piacevolmente colpiti. Dopotutto Dalì lo aveva detto…sarebbe diventato un grande genio.

Info: www.mostradali.it
Presso Palazzo Reale
piazza Duomo, 12, Milano

Dal 22 settembre 2010 al 30 gennaio 2011